Nel pomeriggio del 7 ottobre la Regione Valle d’Aosta ha dovuto affrontare una notizia emersa dalla stampa: la Procura della Repubblica di Palermo sta indagando su persone legate al gruppo CVA spa tra cui un ex amministratore e un amministratore di società affiliate. L’interesse della magistratura è focalizzato su presunti fatti di corruzione, e la vicenda ha rapidamente coinvolto anche le istituzioni regionali, costringendo il presidente Renzo Testolin a parlare apertamente durante l’apertura della seduta del Consiglio Valle.
Le dichiarazioni di Renzo Testolin sulla gestione dell’inchiesta
Testolin ha precisato che la Regione ha preso atto di quanto riportato dai media e ha ribadito l’impegno a monitorare attentamente l’iter giudiziario. In una comunicazione ufficiale, il presidente ha sottolineato che l’amministrazione regionale rispetterà l’autonomia dell’operato della magistratura, ma allo stesso tempo valuterà ogni possibile azione per proteggere gli interessi della CVA e dei suoi soci. L’affermazione è stata accompagnata da un invito formale, per il tramite di Finaosta s.p.a. a tenere la società informata sugli sviluppi, così da consentire eventuali misure di tutela tempestive.
Reazioni dei gruppi di opposizione all’interno del Consiglio
Le parole di Testolin hanno subito sollevato reazioni tra i componenti della minoranza. La consigliera Chiara Minelli ha ricordato di aver chiesto al presidente, due giorni prima in Capigruppo, se intendesse parlare della questione nelle sue comunicazioni, a cui la risposta era stata negativa. Minelli ha poi osservato che la recente partecipazione di Testolin al dibattito segnala una “riflessione, spontanea o sollecitata”, e ha ribadito la preoccupazione per il coinvolgimento di ex amministratori di CVA in un caso che definisce “gravissimo”.
Le critiche di Fulvio Centoz sulla governance delle partecipate
Il consigliere del Partito Democratico Fulvio Centoz ha spostato il focus sulla struttura di governance delle società partecipate dalla Regione. Secondo Centoz, il fatto che due grandi realtà, entrambe sotto il controllo pubblico, siano al centro di indagini penali evidenzia una carenza nella supervisione regionale. Ha chiesto chiarimenti sul confine tra le competenze della Regione e quelle delle sue partecipate, sollecitando una revisione dei meccanismi decisionali per evitare che future notizie simili emergano “da giornali” anziché da un controllo interno.
Marco Carrel e la denuncia di una “non gestione”
Dal fronte degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel ha espresso disappunto per il fatto che la Regione abbia appreso della vicenda solo attraverso la stampa. Carrel ha sostenuto che la “non gestione” delle partecipate e dei dossier correlati sia una costante, aggiungendo che non sono state intraprese azioni concrete e che la comparsa di problemi di tale portata è “casuale” e non frutto di una risposta tempestiva dell’amministrazione regionale.
La vicenda rimane aperta, con la magistratura di Palermo che continuerà le indagini, mentre le forze politiche regionali attendono i prossimi sviluppi per decidere eventuali ulteriori passi.



