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Baskin in Valle d’Aosta: come due realtà diverse promuovono inclusione e sport

Il baskin in Valle d'Aosta è cresciuto dal 2007 ed è oggi rappresentato da due squadre che, pur avendo approcci differenti, condividono l'obiettivo dell'inclusione sportiva

Baskin in Valle d’Aosta: come due realtà diverse promuovono inclusione e sport

Il baskin, versione adattata del basket pensata per includere persone con diverse abilità, è presente in Valle d’Aosta da oltre vent’anni. Nato in Italia con la fondazione dell’Associazione Baskin nel 2006 e poi trasformato in EISI nel 2019 per includere altri sport, il movimento ha trovato nel territorio valdostano un terreno fertile fin dalle prime sperimentazioni nelle scuole del 2007. Oggi la regione conta due società che praticano baskin, Eteila basket e SBK, entrambe attive nei campionati regionali e protagoniste di risultati apprezzabili.

Due approcci alla stessa missione

Le due squadre valdostane rappresentano due modi diversi di intendere lo sport inclusivo, ma convergono sulla centralità della persona. Per Eteila basket l’obiettivo è la competitività: la squadra si allena con costanza e partecipa ogni anno al campionato regionale, cercando di migliorare le prestazioni di squadra e individuali. SBK, invece, privilegia l’aspetto educativo: lo sport è uno strumento per favorire l’interazione sociale, offrire percorsi di crescita e promuovere l’autonomia delle persone con disabilità. Nonostante queste differenze, non esiste una rivalità ostile tra le due realtà; al contrario, c’è scambio e rispetto reciproco.

Risultati e numeri

Nel contesto regionale, che comprende Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, la presenza valdostana assume valore anche per numeri e risultati: la Liguria non ha schierato squadre nel girone, mentre le due società locali hanno ottenuto piazzamenti significativi. SBK ha conquistato il campionato del 2026, mentre Eteila è arrivata alle semifinali nello stesso anno, perdendo la qualificazione per un margine minimo. Questi risultati dimostrano come il baskin possa essere praticato con serietà agonistica senza rinunciare all’inclusione sociale.

Organizzazione del gioco e pratiche inclusive

Il cuore del baskin è la struttura di gioco studiata per essere accessibile: il campo è adattato con canestri tradizionali e canestri laterali a metà campo, e in alcuni ruoli si usa un canestro più basso. Una partita è composta da quattro tempi da otto minuti, con roster fino a 14 giocatori e sei atleti in campo per squadra. Questo modello tecnico permette di integrare giocatori con abilità diverse senza perdere il ritmo della competizione.

I ruoli in campo

Il sistema dei ruoli, numerati da 1 a 5, rappresenta la vera innovazione organizzativa: i giocatori vengono assegnati a un ruolo in base alle capacità motorie e tecniche, e l’assegnazione è pensata per essere flessibile. I ruoli 1 e 2 agiscono come pivot con regole specifiche, mentre 3, 4 e 5 hanno compiti e libertà di tiro differenti. Per mantenere l’equilibrio, la somma dei numeri in campo non può superare 23 e ci sono vincoli di partecipazione: ogni atleta a referto deve giocare almeno una volta nei primi due quarti e almeno una volta nei secondi due quarti, e tra i ruoli 4 e 5 devono esserci sia uomini sia donne. Queste regole garantiscono che la competizione resti equilibrata e che tutti trovino uno spazio utile.

Persone, ruoli e comunità

L’inclusione nel baskin non si esaurisce in campo: è una pratica che coinvolge scuole, associazioni, volontari e polisportive. Le segnalazioni di nuovi giocatori arrivano spesso dagli istituti scolastici o da enti del terzo settore; i club cercano poi di arricchire la rosa anche con persone senza disabilità per rendere l’esperienza condivisa e partecipata. Per chi arriva, non è richiesta una pregressa esperienza nel basket: l’assegnazione del ruolo in base alle abilità permette a chiunque di essere immediatamente utile alla squadra.

Ruoli di supporto e volontariato

All’interno delle polisportive locali, il baskin beneficia di un tessuto di volontari e operatori educativi che affiancano gli allenatori. In molte storie personali, coach ed educatori hanno scoperto nel baskin un potente strumento educativo: attraverso il gioco si costruiscono autonomia, relazioni e competenze trasversali utili fuori dal campo. Le società sottolineano l’importanza di avere figure che scelgano di dedicare tempo con passione, perché l’efficacia del progetto dipende dall’impegno umano oltre che dalle tecniche sportive.

Valore sociale e prospettive

Oltre ai piazzamenti sportivi, il vero valore del baskin risiede nell’impatto sociale: favorisce l’incontro tra persone diverse, insegna cosa significa lavorare per un obiettivo comune e restituisce dignità alle potenzialità di ciascuno. Le squadre valdostane continuano a crescere, mantenendo vivo il dialogo con le scuole e le associazioni e promuovendo l’idea che lo sport può essere al tempo stesso competitivo e inclusivo. Per molti partecipanti, praticare baskin è stato un percorso di crescita personale tanto quanto un’attività fisica.

In sintesi, la presenza di Eteila basket e SBK in Valle d’Aosta manifesta come un modello sportivo innovativo possa radicarsi in una comunità, combinando risultati agonistici e attenzione alle persone. Il baskin dimostra che la differenza non è un limite ma una risorsa per costruire squadre più forti e società più aperte.

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