Sabato 17 ottobre, la piazza Deffeyes, di fronte al palazzo della Regione, è diventata il fulcro di una protesta studentesca. Un centinaio di persone, tra giovani, insegnanti e genitori, ha partecipato a una manifestazione organizzata da tre studentesse del Liceo Artistico di Aosta. L’iniziativa, durata dalle ore 15.30 alle 17, è stata intitolata con lo slogan “Noi siamo la differenza” e ha attirato l’attenzione di chiunque fosse solito transitare nella zona.
Le promotrici – Valentina, Cloe e Giorgia – hanno spiegato che la protesta si inserisce nella più ampia giornata nazionale di rivendicazione della qualità della vita e del sistema scolastico. I giovani hanno preso spunto dagli scontri in Francia per denunciare le difficoltà che vivono quotidianamente nelle scuole valdostane, dalla carenza di risorse alla scarsa attenzione verso i bisogni degli alunni.
Condizioni strutturali delle scuole di Aosta
Il primo punto al centro della protesta riguarda le infrastrutture scolastiche. Gli studenti hanno segnalato aule senza riscaldamento, in cui le temperature scendono sotto lo zero durante le lezioni invernali. Alcuni muratori sono in pericolo: pareti che si sgretolano e parti del soffitto considerati a rischio crollo. Inoltre, le classi sono spesso troppo piccole per ospitare tutti gli alunni, limitando le attività didattiche.
Le conseguenze sulla didattica
Quando i docenti devono spostarsi da un edificio all’altro per insegnare, gli studenti perdono ore preziose di lezione. La perdita di tempo influisce direttamente sull’apprendimento dei “concetti fondamentali” che, a loro avviso, serviranno per il futuro. Questo scambio continuo tra sedi provoca frustrazione e riduce l’efficacia delle attività didattiche.
Mancanza di ascolto e carenza di risorse
Oltre ai problemi strutturali, le studentesse hanno denunciato una cultura del non ascolto da parte delle istituzioni. Le lamentele su igiene, suoritamento dei corsi o sulla gestione dei contenuti non trovano risposta. La mancanza di fondi, inoltre, ha reso più costose le gite scolastiche, rendendole inaccessibili a molte famiglie. I prodotti per l’igiene sono spesso assenti, aggravando la sensazione di trascuratezza.
Richieste concrete degli studenti
Le richieste sono chiare: aule riscaldate pareti ristrutturate, spazi adeguati per le attività artistiche e musicali (per esempio, i ragazzi del Liceo Musicale vivono in container privi di spazio per gli strumenti), maggiori fondi per le gite e un canale di dialogo permanente con le autorità scolastiche. In parole loro, vogliono “una scuola più moderna, con strutture adeguate, che ci sappia ascoltare”.
Il movimento non intende fermarsi a un singolo sabato. Con l’iniziativa Generazione Fuoriclasse i giovani sperano di creare una mobilitazione continuativa, capace di dare continuità alle richieste e di spingere per cambiamenti concreti non solo a livello locale, ma anche in tutta la Valle d’Aosta.



