Questo pomeriggio, una folla di circa ottanta ragazze e ragazzi, per lo più iscritti al Liceo Artistico ha occupato la piazza Deffayes nel centro di Aosta. La manifestazione nasce da una crescente insoddisfazione verso le condizioni delle proprie aule, ritenute poco adatte a un percorso formativo creativo e tecnico. I partecipanti hanno scelto questo spazio pubblico per rendere visibile a tutti il proprio bisogno di un ambiente scolastico più adeguato e capace di ascoltare le loro istanze.
Le tre studentesse che hanno coordinato l’iniziativa – Cloe, Valentina e Giorgia – hanno preso la parola davanti ai passanti, sottolineando che la protesta non è un gesto isolato ma il risultato di mesi di frustrazione. “Anche noi vogliamo il cambiamento”, hanno dichiarato, facendo eco al clima di rivendicazione che si respira in diverse realtà studentesche europee.
Le richieste avanzate dagli studenti del Liceo Artistico
Le protagoniste hanno elencato una serie di esigenze concrete: una scuola più moderna dotata di spazi adeguati per laboratori d’arte, una struttura capace di garantire igiene e sicurezza, nonché aule riscaldate e prive di muri pericolanti. “Le nostre sedi non sono più adatte, abbiamo aule troppo piccole, senza riscaldamento, con muri pericolanti, è una scuola inadeguata”, ha spiegato Valentina, evidenziando il disagio quotidiano.
Le ragioni della protesta e il riferimento alla Francia
Gli studenti hanno indicato diversi motivi che giustificano la loro protesta. Tra questi, la carenza di risorse economiche che ha ridotto il numero di gite scolastiche, rendendole sempre più costose e quindi inaccessibili a molti. Inoltre, hanno denunciato la pratica dei docenti di spostarsi frequentemente da un istituto all’altro, provocando la perdita di ore di lezione per gli alunni. “Mancano i soldi, abbiamo sempre meno gite e sempre più costose”, hanno affermato.
Problemi quotidiani nella scuola di Aosta
Il discorso è stato arricchito da testimonianze sulle difficoltà di igiene: spesso le strutture non consentono una pulizia adeguata, mettendo a rischio la salute degli studenti. L’assenza di un riscaldamento efficiente, soprattutto durante i mesi più freddi, rende le lezioni poco confortevoli e penalizza la concentrazione. “Spesso c’è carenza di igiene, i professori si devono muovere da un istituto a un altro, facendoci perdere ore di lezione”, hanno ribadito Cloe e Giorgia, facendo emergere un quadro complessivo di dissenso.
Reazioni e prospettive future
La manifestazione ha suscitato l’interesse dei passanti e ha attirato l’attenzione di alcuni rappresentanti istituzionali, i quali hanno promesso di avviare un dialogo con i dirigenti scolastici. Gli organizzatori, ispirandosi alle recenti mobilitazioni studentesche in Francia hanno sottolineato che la loro lotta è parte di un movimento più ampio per una riforma del sistema educativo italiano. “Abbiamo preso ispirazione da quello che sta accadendo in Francia, perché anche qui abbiamo tante difficoltà, e tanti motivi protestare contro il sistema scolastico attuale”, hanno concluso.



