Il Tribunale di Torino ha notificato il decreto che dispone l’amministrazione giudiziaria della Casinò de la Vallée Spa, una decisione arrivata a seguito delle indagini condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Aosta. La misura, notificata ai soci Regione Valle d’Aosta e Comune di Saint-Vincent, è stata adottata sulla base delle risultanze investigative che descrivono condotte riconducibili a fenomeni di riciclaggio, autoriciclaggio, associazione per delinquere e corruzione. La durata prevista è di almeno un anno, con possibile proroga.
Le accuse e il quadro emerso dalle indagini
Secondo il decreto, le attività rilevate non sarebbero episodi isolati ma un sistema consolidato che ha permesso il riciclaggio di contante attraverso il meccanismo di scambio contanti-fiches e la complicità di soggetti esterni con fatture gonfiate. I giudici hanno richiamato l’esistenza di pratiche diffuse che favorivano la conversione di denaro non dichiarato, nonché l’utilizzo di personale interno per facilitare operazioni irregolari. Da quanto ricostruito, il Casinò sarebbe stato strumento centrale in un’organizzazione articolata che operava a vantaggio di numerosi soggetti coinvolti.
Il ruolo della governance e le omissioni contestate
Le magistrate che hanno sottoscritto il provvedimento hanno evidenziato la cosiddetta colpa di organizzazione: pur avendo rilevato segnali d’allarme, i vertici aziendali non avrebbero adottato iniziative efficaci per prevenire e segnalare le anomalie. In particolare, l’amministratore unico Rodolfo Marcello Buat e la responsabile amministrativa Rosella Graziella Bertone sono indicati come soggetti che, sebbene non direttamente coinvolti nei reati contestati, avrebbero omesso di esercitare controlli adeguati e obblighi di segnalazione previsti dalla normativa antiriciclaggio.
Misure operative decise dal Tribunale
Per bilanciare la necessità di tutela della collettività con il principio di proporzionalità verso una società ancora operativa e di rilevanti dimensioni, il Tribunale ha scelto una formula che lascia in carica l’organo amministrativo ma affida a due professionisti torinesi poteri specifici di amministrazione sul tema antiriciclaggio. I commercialisti nominati come amministratori giudiziari sono Corrado Corradini e Ivano Berardi; a loro spettano interventi mirati sulle procedure, i controlli e i modelli organizzativi.
Obblighi e tempistiche
Gli amministratori giudiziari dovranno riferire periodicamente al Tribunale e potranno assumere i poteri necessari agli organi societari in materia di procedure antiriciclaggio e compliance. La prima udienza sul provvedimento è fissata per il 14 luglio a Torino, quando verrà verificata l’efficacia delle misure e la società potrà chiedere eventuali modifiche o la revoca se dovessero emergere elementi favorevoli.
Elementi probatori e sviluppi investigativi
Le risultanze raccolte dalle Fiamme gialle includono sequestri, intercettazioni, immagini registrate da telecamere nascoste e dichiarazioni di dipendenti. Tra gli episodi al centro dell’inchiesta figurano operazioni di cambio contante-fiches ripetute e frazionate, spesso effettuate senza identificazione del cliente e con importi ripetuti intorno ai 5.000 euro. L’indagine, che aveva già portato a sequestri per milioni di euro e al licenziamento di due funzionari interni, prosegue con l’acquisizione di ulteriori elementi e interrogatori di persone ritenute informate sui fatti.
Le dichiarazioni della Guardia di finanza
Il colonnello Nicola Bia, comandante territoriale della Guardia di finanza di Aosta, ha sottolineato come le prassi organizzative attuate nella casa da gioco avrebbero favorito il verificarsi di operazioni illecite per mancanza di controlli efficaci. Le criticità segnalate includono la scarsa identificazione dei clienti e la frammentazione delle operazioni di cambio, che avrebbero reso difficoltoso il monitoraggio e la segnalazione delle operazioni sospette.
Reazioni e conseguenze per l’attività della casa da gioco
La Casinò de la Vallée ha precisato che l’amministrazione giudiziaria non incide sulle attività operative e amministrative ordinarie, che restano affidate agli organi societari, e ha dichiarato disponibilità alla collaborazione con gli amministratori giudiziari. Regione Valle d’Aosta ha preso atto del provvedimento auspicando che l’intervento consenta l’individuazione rapida delle criticità e l’adozione di protocolli antiriciclaggio e anticorruzione efficaci.
Nel frattempo, l’attività investigativa prosegue e gli indagati includono, oltre ai due ex funzionari licenziati, imprenditori e intermediari che avrebbero favorito il circuito di fatturazioni false e la successiva monetizzazione in Casinò. Il decreto del Tribunale rappresenta la prima applicazione di amministrazione giudiziaria a una casa da gioco in Italia e apre una fase di controllo stringente finalizzata a rimuovere le condizioni che hanno reso possibile lo schema contestato.



