7 Ottobre 2026 ☁ 13°

Alpinisti bloccati sul Monte Bianco: la decisione del sindaco di Saint-Gervais

32 alpinisti si sono trovati bloccati al rifugio del Goûter sul Monte Bianco. Il sindaco di Saint-Gervais ha respinto le richieste di soccorso, definendo gli alpinisti irresponsabili.

Alpinisti bloccati sul Monte Bianco: la decisione del sindaco di Saint-Gervais

Il Monte Bianco, tetto d’Europa, è stato teatro di una controversa vicenda che ha visto coinvolti 32 alpinisti bloccati al rifugio del Goûter. La decisione del sindaco di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex, di non autorizzare l’intervento dei soccorsi pubblici ha acceso un dibattito sulle responsabilità degli alpinisti e sulle modalità di gestione delle emergenze in montagna.

La vicenda ha avuto inizio con l’ordinanza di chiusura dei rifugi di Tête Rousse e del Goûter, emessa dal sindaco Peillex a causa del pericolo di caduta pietre nel Couloir du Goûter. Nonostante gli avvertimenti delle compagnie delle guide e dell’Ufficio di alta montagna, 32 alpinisti hanno deciso di intraprendere l’ascensione, trovandosi poi bloccati a causa della chiusura dei rifugi.

La decisione del sindaco e le reazioni degli alpinisti

Al risveglio, il sindaco Peillex è stato informato dalla telefonata di Antoine Ratin, gestore del rifugio del Goûter, e del suo assistente Mathis Fuchs. Gli alpinisti bloccati avevano richiesto un intervento di soccorso con elicottero, ma la richiesta è stata respinta dal primo cittadino, che ha definito gli alpinisti irresponsabili.

Secondo Peillex, le condizioni per l’attraversamento del canalone del Goûter erano tornate a essere tranquille nella mattinata, e nulla impediva agli alpinisti di affrontare la discesa. Il sindaco ha sottolineato che i 32 alpinisti erano perfettamente consapevoli dei rischi ai quali andavano incontro, avendo scelto consapevolmente di salire l’Aiguille du Goûter.

L’intervento dei soccorsi privati

Dopo essersi consultato con il comandante del Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne (PGHM) il sindaco ha deciso di non autorizzare un intervento gratuito dei soccorsi pubblici. Tuttavia, una compagnia privata di elicotteri è stata autorizzata ad evacuare alcuni alpinisti, ma a loro spese. Gli altri hanno preferito scendere a piedi, senza incontrare particolari difficoltà.

La riforma dei soccorsi in montagna

Il sindaco Peillex ha colto l’occasione per sollecitare una riforma delle regole francesi relative ai soccorsi in montagna. Secondo il primo cittadino, i soccorsi pubblici dovrebbero essere riservati alle reali necessità di soccorso mentre gli alpinisti dovrebbero sostenere i costi delle conseguenze di comportamenti consapevolmente rischiosi.

Peillex ha criticato l’attuale sistema, che permette anche agli irresponsabili di beneficiare dei soccorsi pubblici, e ha auspicato una nuova fase che faccia giurisprudenza in materia. Il sindaco ha concluso il suo intervento con un appello alla responsabilità e all’umiltà degli alpinisti, sottolineando che la montagna detta le sue regole e che ogni scalatore deve rispettarle.

Il pericolo di caduta pietre e la chiusura dei rifugi

La decisione di chiudere i rifugi di Tête Rousse e del Goûter è stata presa a causa del pericolo di caduta pietre nel Couloir du Goûter reso ancora più instabile dal periodo di siccità e dalle ondate di calore. Le compagnie delle guide di Saint-Gervais-Les Contamines e di Chamonix avevano già sospeso le ascensioni previste al Monte Bianco fino a quando la situazione non fosse rientrata.

Il sindaco Peillex ha invitato gli alpinisti a rinunciare alle scalate sul Bianco, sottolineando che la salita non è una sfida né un’impresa e che non merita di mettere a rischio la propria vita e quella dei soccorritori per orgoglio. La vicenda ha messo in luce i pericoli dell’alpinismo e la necessità di una maggiore consapevolezza e responsabilità da parte degli scalatori.

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