Il Coordinamento regionale di Alleanza Verdi e Sinistra ha approvato il 5 giugno in Valle d’Aosta un manifesto che invita a costruire un fronte unitario della sinistra, con l’obiettivo di proporre un polo alternativo agli schieramenti esistenti. Il testo, intitolato “Si può fare. Per una sinistra unita e vincente in Valle d’Aosta”, richiama partiti, associazioni e movimenti a superare divisioni e personalismi per offrire una proposta politica credibile.
L’iniziativa punta a riaccendere un dibattito su contenuti e metodo in una regione che dispone di prerogative dell’Autonomia ma che, secondo il documento, ha sofferto di malgoverno e scarsa visione sul futuro del territorio. Il manifesto considera prioritaria la ricostruzione di una casa comune della sinistra, capace di parlare a istanze sociali e ambientali. Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2026.
Il manifesto del 5 giugno e i quattro pilastri programmatici
Il documento fissa quattro pilastri ritenuti imprescindibili: coraggio politicostudio rigorosocontenuti qualificanti e unità indistruttibile. Questi assi sono descritti come la cornice di un progetto che metta al centro la qualità delle proposte e la capacità di dare risposte concrete, opponendosi a logiche di mera gestione del potere. L’enfasi sullo studio rigoroso nasce dalla critica a programmi ritenuti deboli o assenti, e dall’esigenza di piani strutturati per ambiente, lavoro e servizi.
Nel testo si legge l’invito a una “svolta prima di tutto ideale, culturale e programmatica”, con la richiesta di “avere il coraggio di proporci come un polo alternativo agli schieramenti esistenti”. L’obiettivo dichiarato è una sinistra “eticamente distante dalle vecchie logiche e forte nei contenuti”, capace di valorizzare l’impegno quotidiano di chi opera in sindacati, associazioni e movimenti, convogliando energie civiche in un progetto unitario.
Critiche a destra e centro autonomista in Valle d’Aosta
Il manifesto adotta una linea netta verso la destra regionale, citando LegaFratelli d’Italia e Forza Italia come forze a cui viene contestata un’inconsistenza programmatica e la promozione di istanze settoriali. Parallelamente, l’Union Valdôtaine e gli alleati centristi sono descritti come abili nella raccolta del consenso e nella spartizione delle cariche, ma privi di una visione di lungo periodo per la regione, soprattutto su transizione ecologica, politiche sociali e sviluppo sostenibile.
La critica si intreccia con un invito a concentrarsi su contenuti verificabili e su un metodo decisionale partecipato. Il testo sostiene che il quadro attuale, dominato da assetti di potere, ha indebolito la capacità di programmazione strategica. In questo scenario, AVS afferma che spetta alla sinistra valdostana “tracciare una rotta alternativa”, rafforzando la credibilità tramite priorità misurabili e una piattaforma che integri giustizia sociale e tutela ambientale.
Appello all’unità e riferimento al ‘popolo della sinistra’
Un capitolo centrale del manifesto riguarda il superamento di steccati e personalismi. AVS, che già riunisce diverse anime della sinistra e dell’ambientalismo, si dice pronta a tessere un’alleanza più ampia con persone, associazioni e soggetti che chiedono un rinnovamento profondo. L’appello parla di migliaia di cittadini, definito come il popolo della sinistrache si esprime nelle scelte quotidiane e nel sostegno, anche tramite strumenti come il 2 per mille, a iniziative coerenti con i valori progressisti.
A sostegno dell’esistenza di uno spazio politico alternativo, il manifesto richiama l’esito del referendum sulla giustizianel quale la vittoria del “NO” ha ribaltato indicazioni di voto di destra e Union Valdôtaine. Per AVS, quel voto ha mostrato sensibilità civiche non intercettate dagli attuali schieramenti. Il testo si chiude con lo slogan “Si può fare, si può unire, si può vincere”, proposto come invito a un impegno collettivo ampio e non episodico.
Dalla cornice etica alla proposta politica alternativa
L’impianto del manifesto intreccia dimensione etica e piattaforma programmatica, puntando a una cornice unitaria che renda riconoscibile la proposta di sinistra. Il riferimento costante all’unità indistruttibile viene legato alla necessità di decisioni collettive chiare, alla trasparenza dei processi e alla costruzione di leadership condivise. L’idea è trasformare l’attivismo diffuso in una rappresentanza stabile, capace di incidere sui nodi regionali, dall’assetto istituzionale alla gestione delle risorse.
Il Coordinamento regionale ha presentato il manifesto come documento pubblico, utile sia al confronto interno sia all’interlocuzione con il mondo sociale organizzato. L’obiettivo è definire un percorso che permetta alla sinistra valdostana di proporsi come polo alternativo agli schieramenti esistenti, con una piattaforma fondata su coraggio, rigore, contenuti e unità. La strategia punta a consolidare una casa comune per chi chiede una politica regionale più lungimirante e competente.


