7 Giugno 2026 ☀ 26°

Controllo della Corte dei Conti sul Parini: opacità e criticità nei flussi finanziari

La Corte dei Conti analizza l'ampliamento del Presidio ospedaliero regionale Umberto Parini di Aosta e mette in luce problemi di trasparenza nei capitoli di bilancio, nella gestione dei conti e nel controllo analogo su Siv srl, pur riconoscendo l'importanza dell'investimento.

Controllo della Corte dei Conti sul Parini: opacità e criticità nei flussi finanziari

La Sezione di controllo della Corte dei Conti ha pubblicato una relazione sul progetto di ampliamento e ristrutturazione del Presidio ospedaliero regionale Umberto Parini di Aosta, evidenziando elementi che richiedono chiarimenti e interventi. Pur riconoscendo che il nuovo ospedale rappresenta un tassello fondamentale per migliorare l’organizzazione sanitaria regionale, i magistrati sottolineano una serie di criticità che riguardano la tracciabilità contabile, i flussi finanziari, il controllo analogo sulla società incaricata dei lavori e il mancato aggiornamento dei cronoprogrammi.

La valutazione generale e i punti di debolezza

Nella relazione la Corte osserva che «la rappresentazione della spesa di investimento all’interno della documentazione programmatoria (i Defr dal 2017 al 2026) presenta significativi profili di opacità». Questo giudizio riassume le preoccupazioni su come siano stati organizzati e presentati i dati finanziari relativi all’opera, compromettendo la verificabilità dei costi e della loro destinazione. I magistrati richiamano inoltre la necessità di un coordinamento più incisivo tra gli attori coinvolti, affinché gli obblighi di trasparenza e monitoraggio siano rispettati in modo pieno.

Il ruolo della cabina di regia e di Siv srl

La relazione aveva l’obiettivo di fornire al Consiglio regionale un quadro completo sull’andamento del progetto, esaminando il ruolo della cosiddetta cabina di regia e la funzione della società in house Siv srl, incaricata della realizzazione. I magistrati — Cristiana Rondoni, Fabrizio Gentile, Sara Bordet e Davide Floridia — hanno rilevato significative carenze nell’adempimento degli obblighi di monitoraggio e nella trasparenza delle attività assunte dalla società controllata.

Questioni finanziarie e movimentazioni

Tra gli aspetti più critici segnalati vi è la cosiddetta movimentazione circolare dei pagamenti, concordata tra Siv srl, Finaosta spa e la Regione, soggetti che compongono la cabina di regia del progetto. La Corte ricorda che fino al 2016 le spese di funzionamento di Siv transitavano su un capitolo di bilancio distinto, consentendo così una netta separazione tra costi di gestione e spese di investimento. Dal 2017, invece, la Regione ha utilizzato un unico capitolo di bilancio per entrambe le tipologie di spesa, con conseguente perdita di punta-3 tracciabilità dei flussi finanziari.

La gestione dei conti di Finaosta

La Sezione osserva una discontinuità nell’operato di Finaosta: nel periodo 2010-2026 la società impiegava conti correnti dedicati nell’ambito del circuito finanziario concordato con Regione e Siv, fatta eccezione per le risorse della legge regionale 40/2010. Dal 2026 si è passati invece a una pluralità di conti correnti destinati a raccogliere le risorse dell’intera gestione speciale di Finaosta e non esclusivamente quelle del Parini. La Corte segnala come questa scelta, unita agli investimenti effettuati da Finaosta a partire dal 2026 sulla liquidità della gestione speciale, renda difficoltosa la ricostruzione puntuale dei movimenti di cassa.

Avanzamento lavori, varianti e tempistiche

Il progetto del Parini, concepito nel 2006 e basato su uno studio di fattibilità del 2004 integrato nel 2007, è tra gli investimenti più importanti dell’ultimo ventennio, con un valore complessivo di 190.888.764 euro. Nel 2014-2015 gli scavi nell’area di ampliamento hanno portato al ritrovamento di reperti archeologici che hanno sospeso l’iter fino al 2026, quando è stata approvata la variante esecutiva del lotto III della fase 3 relativa al corpo G3 e alle centrali tecnologiche.

La variante del lotto IV e le fasi successive

Nel 2026 è stata approvata la variante del lotto IV della fase 3, che riguarda i corpi L, K e P e comprende il progetto di Hospital Street, il nuovo ospedale e il parcheggio. Questa modifica, del valore di circa 140 milioni di euro, include il ripristino dell’elisuperficie, la riorganizzazione degli interrati per tutelare i reperti archeologici e l’adattamento del parcheggio per preservare il tumulo del condottiero celtico. Il bando per il lotto IV, aggiudicato nell’aprile scorso, è attualmente all’esame del Tar della Valle d'Aosta a seguito di un ricorso della seconda classificata, per cui non esiste ancora una certezza sull’avvio dei lavori.

Trasparenza, armonizzazione contabile e passaggi successivi

La Corte richiama la necessità che le convenzioni tra i soggetti coinvolti siano coerenti con gli obiettivi e i principi dell’armonizzazione contabile previsti dalla legge 196 del 2009, per garantire un’adeguata accessibilità alle informazioni relative alle spese sostenute per un bene del patrimonio indisponibile della Regione. La mancata chiarezza e la non univoca tracciabilità costituiscono, secondo la Corte, un problema per il diritto della collettività a conoscere l’effettiva incidenza finanziaria dell’opera.

Infine, la relazione precisa che l’assenza di rilievi su aspetti non esaminati non equivale a un giudizio positivo e che le questioni relative alla regolarità dei comportamenti potranno essere valutate nelle sedi competenti. Restano inoltre incerte le fasi 4 e 5 — ristrutturazione del complesso esistente e realizzazione del polo materno-infantile — che non trovano copertura nel bilancio finanziario gestionale regionale, mentre l’Usl ha segnalato la necessità di approfondimenti sulla spesa prevista per arredi e attrezzature.

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