Il tribunale di Aosta aveva annullato l’elezione di Renzo Testolin già a maggio, giudicandolo in violazione del limite di tre mandati consecutivi previsto dalla normativa regionale. Il 27 ottobre la Corte d’Appello di Torino ha confermato tale pronuncia, respingendo il ricorso presentato dal presidente e decretandone la decadenza dalla carica di capo della giunta regionale. La decisione riapre la questione della continuità amministrativa in Valle d’Aosta, una regione dove il presidente non è eletto direttamente ma scelto dagli 35 consiglieri regionali.
Sentenza della Corte d’Appello: conferma dei motivi di inammissibilità
Il 27 ottobre, i giudici torinesi hanno ribadito che Testolin ha superato il limite previsto dalla legge regionale 21/2007, che consente al massimo tre mandati consecutivi in consiglio esecutivo. Il provvedimento, depositato il 2 maggio, è stato accolto senza modifiche: il presidente è stato dichiarato ineleggibile, la sua giunta decaduta e l’intero esecutivo ha perso la capacità di operare. Il provvedimento è immediatamente esecutivo, ma il presidente conserva la facoltà di impugnare la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione.
Interpretazioni divergenti della norma sui mandati
L’avvocato Ulisse Corea, difensore di Testolin, aveva argomentato che uno dei precedenti incarichi non aveva raggiunto la durata di due anni e mezzo, requisito ritenuto essenziale per il conteggio dei mandati. Inoltre, la difesa aveva sottolineato la specificità del modello valdostano, in cui il presidente è eletto dal Consiglio regionale e non direttamente dal corpo elettorale. La Corte, tuttavia, ha ritenuto che la disposizione sia chiara nel fissare il tetto di tre mandati, senza eccezioni per la forma di governo regionale.
Conseguenze istituzionali: avvio di un periodo di crisi
Con la decadenza del presidente cade automaticamente anche la giunta regionale. La legge regionale prevede un termine di 60 giorni entro il quale il Consiglio deve eleggere un nuovo esecutivo; superato tale arco, si dovranno indire nuove elezioni regionali. In attesa di questo iter, il consiglio valle è stato convocato per i giorni 28 e 29 ottobre, con l’obiettivo di avviare le prime consultazioni per la ricostruzione dell’esecutivo.
Possibili successori e reazioni dei partiti
L’Union Valdôtaine ha già avviato consultazioni interne e con gli alleati per individuare una nuova leadership. Alcuni nomi hanno cominciato a circolare nei media, tra cui Aurelio Marguerettaz e Giulio Grosjacques, ma al momento restano semplici ipotesi. forza italia ha espresso sostegno alla continuità dell’attuale maggioranza, mentre Alleanza Verdi Sinistra, promotrice del ricorso, ha celebrato la conferma della sentenza come una vittoria per il rispetto della normativa.
Nel frattempo, Renzo Testolin ha inviato formale comunicazione al presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, per avviare gli adempimenti dovuti alla sua decadenza. Il futuro politico della regione resta incerto: la settimana successiva sarà cruciale per capire se l’Unione Valdôtaine riuscirà a ricostruire un governo stabile o se la crisi istituzionale si protrarrà fino a eventuali nuove elezioni.



