Negli ultimi giorni le forze dell’ordine hanno disinnescato più tentativi di truffa aggravata ai danni di cittadini anziani, sia nella provincia di Taranto sia nella capitale della Valle d’ Aosta. In ciascun caso l’intervento rapido dei carabinieri, scaturito da chiamate al numero unico di emergenza, ha impedito il trasferimento di denaro e gioielli verso gli autori del raggiro.
Roccaforzata: il figlio smaschera il finto carabiniere
Una donna di 58 anni, residente a Roccaforzata, ha ricevuto una telefonata da un numero nascosto con cui un individuo si è spacciato per maresciallo dei Carabinieri. L’apparente agente le ha riferito di essere coinvolta in un’indagine e le ha chiesto di preparare una somma di denaro e alcuni oggetti d’oro da consegnare a un collega, sostenendo fosse necessario dimostrare la sua innocenza. Il figlio, presente in casa, ha trovato la storia sospetta e ha chiamato il 112. L’arrivo dei militari ha permesso di bloccare il 48enne campano proprio nel momento in cui tentava di ritirare i beni promessi. Dopo l’identificazione, l’uomo è stato condotto alla casa circondariale di Taranto su disposizione dell’autorità giudiziaria.
Maruggio: la vicina ferma due giovani truffatori
Solo poche ore dopo l’avvenimento di Roccaforzata, a Maruggio, una voce di quartiere ha messo in guardia la polizia su una possibile truffa. Un uomo di 85 anni, allarmato, ha raccontato a una vicina che una presunta pattuglia dei Carabinieri gli avrebbe chiesto di consegnare denaro e gioielli perché la sua automobile era stata rubata. La donna, intuendo qualcosa di strano, ha chiamato il 112. Sul posto, i carabinieri hanno trovato un giovane di 25 anni con una cassa di contanti e monili appena ricevuti, mentre il complice di 22 anni è stato individuato in auto nelle immediate vicinanze. L’operazione ha messo fine al piano, che prevedeva di far credere all’anziano che la sua nipote fosse stata trattenuta in caserma. Entrambi i ragazzi sono stati posti sotto arresti domiciliari su decisione giudiziaria.
Aosta: inganni a porte chiuse e telefonate truccate
Nel capoluogo valdostano si sono verificati due tentativi di frode distinti ma con lo stesso modus operandi: il ricorso a una falsa identità per estorcere denaro a pensionati. Il primo caso, verificatosi in via Carrel, ha visto un uomo fingerlo carabiniere per aprirsi la porta di un anziano e chiedere soldi e gioielli. Un carabiniere in libero servizio, accorto alla presenza dell’estraneo, ha subito allertato i colleghi, che hanno proceduto all’arresto del soggetto con l’accusa di tentata truffa. Il secondo episodio ha coinvolto una telefonata in cui una voce maschile, modificata per sembrare femminile, si è spacciata per la figlia di un’anziana, sostenendo di essere stata arrestata e di dover ricevere un bonifico su un conto IBAN. L’intervento della vera figlia, giunta in casa al momento della chiamata, ha svelato l’imbroglio prima che la madre effettuasse il trasferimento. L’uomo coinvolto è ora custodito nella struttura carceraria di Brissogne in attesa di udienza.
In tutti i casi, la prontezza delle vittime nel rivolgersi al servizio di emergenza e la rapidità con cui le forze dell’ordine hanno risposto sono state determinanti per impedire il passaggio di denaro e oggetti di valore ai truffatori. Gli episodi dimostrano come la fiducia negli organi di sicurezza possa essere manipolata, ma anche come la vigilanza dei cittadini e la pronta denuncia siano strumenti fondamentali per contrastare queste forme di reato contro gli anziani.



