Alla vigilia del Consiglio europeo dei giorni 15 e 16 ottobre, la premier Giorgia Meloni si è esibita dinanzi al Senato per tracciare le linee d’azione dell’Italia su una serie di temi critici: energia, sicurezza, migrazione e futuro dell’Unione. Il discorso, pronunciato il 15/10/2026 alle 00:35, ha messo in luce le tensioni con gli Stati Uniti e la necessità di un approccio più assertivo da parte dell’UE.
Critica di Meloni alla decisione di Trump sul gasolio russo
La premier ha definito «una scelta che considero molto rischiosa» l’annuncio di Donald Trump di revocare le sanzioni americane sul gasolio russo. Secondo Meloni, la mossa, seppur motivata dal desiderio di contenere i prezzi dell’energia rischia di legittimare Mosca proprio mentre le sue forze militari continuano a bombardare l’Ucraina.
Rischi geopolitici e impatto sui prezzi
Meloni ha sottolineato che l’aumento dei costi del carburante è più legato alla guerra in Iran che al conflitto ucraino. Ha avvertito che la rimozione delle sanzioni può generare nuove entrate per Putin indebolendo la pressione internazionale e minando gli sforzi per portare Mosca al tavolo dei negoziati.
Pressioni sull’UE energia, sicurezza marittima e bilancio
Nel solco della crisi energetica, Meloni ha richiesto all’UE un intervento più deciso per garantire forniture sicure e prezzi contenuti. Ha ribadito che l’Unione europea non potrà firmare accordi sfavorevoli solo per rispettare scadenze imposte da Bruxelles.
Operazione Aspides e richiesta di navi
In risposta alle tensioni nel Mar Rosso, la premier ha ricordato che l’Italia guida l’operazione Aspides e ha espresso l’urgenza di potenziarne le capacità: «Servono più navi, e servono ora». L’intervento, ha spiegato, è fondamentale per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e nel Bab el-Mandeb.
Destinazione dei 14 miliardi per energia e difesa
Meloni ha annunciato che lo Stato italiano impiegherà 1,2 per cento del PIL ovvero 14 miliardi di euro suddivisi in parti uguali tra il contrasto al caro energia e le spese per difesa e sicurezza. Ha inoltre richiesto a Bruxelles una risposta coordinata alle minacce ibride russe, citando gli attacchi con droni come segno di una guerra ibrida senza fronti ben definiti.
Altri temi affrontati: migrazione, allargamento e politica di bilancio
Sul fronte migratorio, Meloni ha ricordato i risultati conseguiti dall’Italia: crescita dei rimpatri gestiti dal Viminale diminuzione degli sbarchi e la costruzione di centri di accoglienza in Albania. Ha citato il proprio motto, «L’alternativa alle porte aperte è sempre esistita» per rimarcare che la politica di chiusura delle frontiere è stata a lungo trascurata.
Riguardo all’allargamento dell’UE, ha espresso sostegno incondizionato all’ammissione di Albania e Montenegro sottolineando che il processo deve basarsi sul merito e su riforme concrete. Per quanto riguarda il bilancio UE la premier ha ribadito: «Non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data. Firmiamo solo se è giusto per l’Italia». Ha inoltre rimarcato l’importanza di tutelare la Politica Agricola Comune, la Pesca e la Coesione, pilastri della sovranità europea.
Infine, Meloni ha espresso solidarietà a Israele sottolineando la necessità di mantenere aperto il canale di dialogo, ma ha anche evidenziato la preoccupazione per la presenza militare israeliana in Libano, Siria e Gaza, invitando a un cambio di passo per favorire la ricostruzione nella Striscia di Gaza.



