Il Presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin, è comparso davanti alla Corte d’Appello di Torino nella mattinata di martedì 13 ottobre. L’udienza, durata circa un’ora e un quarto, ha riguardato il ricorso contro la decisione del Tribunale di Aosta del 2 maggio scorso, che aveva dichiarato Testolin ineleggibile e lo aveva fatto decadere dalla carica. Al termine dell’incontro i giudici non hanno fissato ulteriori udienze né richiesto nuovi atti, rimandando la decisione finale a data ancora da stabilire.
Udienza del 13 ottobre alla Corte d’Appello di Torino
Durante la seduta la giudice relatrice ha introdotto il procedimento, per poi passare alla discussione degli argomenti delle parti. L’avvocato Ulisse Corea dello studio Marini, ha difeso il presidente sostenendo che l’interprete “unica interpretazione sostenibile” della legge regionale è quella che rispetta la Costituzione, poiché la norma non prevede divieti espliciti e non viola il diritto all’elettorato passivo garantito dalla Carta fondamentale. Corea ha illustrato che, se una delle due legislature precedenti è durata meno della metà del quinquennio (cioè meno di due anni e mezzo), è possibile una terza legislatura consecutiva.
Argomentazioni dell’avvocato Ulisse Corea
Corea ha precisato che nella storia di Testolin le prime due legislature (XV e XVI) includono periodi brevi, inferiori al limite di 2,5 anni, rendendo così ammissibile il terzo mandato. Ha inoltre sollevato questioni processuali, tra cui la presunta tardività del ricorso e il difetto di giurisdizione, ma ha ribadito che la tesi principale rimane l’interpretazione costituzionale della legge 21/2007.
Il contesto giuridico: la legge che limita i mandati consecutivi
La controversia ruota attorno all’articolo 3, comma 3, della legge regionale 21 del 2007 che stabilisce un tetto ai mandati consecutivi in seno alla giunta regionale. Testolin, che ha ricoperto incarichi di Giunta dal 2013, ha
Pareri giuridici contrastanti
Il caso ha suscitato una vera “guerra dei pareri”. Il presidente era assistito dal professor Enrico Grosso di Torino e dal professor Nicola Lupo di Roma, entrambi convinti della legittimità della sua elezione. Al contrario, l’avvocato Andrea Morrone di Bologna, incaricato da Alleanza Verdi Sinistra (AVS), ha sostenuto l’ineleggibilità, interpretando la norma in maniera più restrittiva.
Le posizioni dell’Alleanza Verdi Sinistra e gli scenari futuri
Rappresentata in aula dall’avvocata Sara Fiorucci affiancata da Diego Scopinaro e Anaïs Riccarand l’AVS ha ribadito che il giudizio di primo grado era corretto. Il coordinatore Elio Riccarand e la consigliera regionale Chiara Minelli hanno evidenziato che il rapporto della giudice era esaustivo e che, senza ulteriori documenti o udienze, la decisione finale è l’unica attesa.
Il movimento ha anche sottolineato che Testolin ha ricoperto incarichi di Giunta sin dal 2013, quindi la valutazione dell’intera legislatura corrente richiede ancora la pronuncia dei giudici torinesi. Se la Corte confermasse la sentenza aostana, Testolin decadrebbe e, secondo lo Statuto speciale, l’intera Giunta regionale dovrebbe cadere, scatenando una crisi politica con 60 giorni di tempo per costituire un nuovo governo. In alternativa, i giudici potrebbero sollevare la questione di costituzionalità dinanzi alla Corte costituzionale, aggiungendo un ulteriore livello di incertezza.
In ogni caso, il futuro della diciassettesima legislatura della Regione Valle d’Aosta dipenderà dalla determinazione della Corte d’Appello di Torino, che potrà confermare, ribaltare o rimandare la decisione a gran parte della scena politica locale.



