Il pomeriggio del 26 settembre 2026 ha visto la partenza, dopo le 15:30, della Aosta Pride dall’Arco d’Augusto. Lo slogan scelto per l’edizione, “A cresta alta”, ha guidato una marcia colorata che ha assunto subito un ritmo vivace, con circa un migliaio di manifestanti già presenti all’inizio del percorso.
Il corteo ha seguito la via principale del centro, ha attraversato la storica piazza Chanoux e si è diretto verso il Jardin de l’Autonomie, dove si è conclusa la manifestazione di fronte alla sede dell’Università della Valle d’Aosta. Attorno a ogni tappa, i partecipanti hanno esibito striscioni, coreografie e momenti musicali curati da un performer d’eccezione.
Numeri di partecipazione: dal migliaio iniziale alle tre migliaia dichiarate
Alle prime ore del raduno, gli organizzatori hanno indicato che la quota presente era di circa un migliaio di persone includendo delegazioni provenienti da altre regioni italiane e dalla Svizzera confinante. Tuttavia, nel comunicato finale il Comitato Aosta Pride ha rivisto la stima, avanzando il dato di oltre 3.000 partecipanti un incremento che equivale a una triplicazione rispetto al conteggio di partenza.
Questa discrepanza tra le cifre iniziali e quelle finali ha alimentato un dibattito sulla reale entità dell’affluenza, ma ha anche sottolineato la capacità dell’evento di attrarre un pubblico più ampio rispetto a quanto previsto.
Volti chiave e organizzazione della manifestazione
All’avvio della marcia sono intervenuti la Vicesindaco di Aosta Valeria Fadda e la Consigliera regionale Clotilde Forcellati che hanno dato il via ufficiale al corteo. Il ruolo di intrattenimento è stato affidato a Cristy McBacon, una performer nota per le sue esibizioni stravaganti, che ha accompagnato la folla con spettacoli di drag e musica.
Il tavolo organizzativo è stato coordinato da Arcigay-Queer VdA con André Zanotto a capo, affiancato da Aiace Vd’A, ANPI Valle d’Aosta, ARCI Valle d’Aosta, CGIL Valle d’Aosta e Palinodie. Il sostegno finanziario è arrivato dal Comune di Aosta anche se la sua erogazione è stata oggetto di discussione in consiglio, e dal CELVA e dall’Università della Valle d’Aosta, che hanno patrocinato l’evento.
Messaggi e richieste dei protagonisti
Tra i discorsi più incisivi, la presidente nazionale di Arcigay, Natascia Maesi ha ricordato che “viviamo un momento in cui abbiamo sempre più bisogno di diritti”. La sua dichiarazione ha ribadito che il Pride non è esclusivamente un evento per la comunità LGBTQ+, ma un’occasione per tutti gli alleati di manifestare solidarietà e chiedere pari riconoscimento sociale.
Maesi ha inoltre sottolineato l’importanza di sentirsi parte di un mondo inclusivo piuttosto che un gruppo a sé stante, invitando la cittadinanza a sostenere le rivendicazioni dei diritti non solo in occasione della parata, ma durante l’intero anno.



