26 Settembre 2026 🌤 14°

Aosta Pride 2026: colori, musiche e impegno per le famiglie

Aosta Pride 2026 ha riunito migliaia di persone in una parata colorata, ha ospitato importanti interventi istituzionali e ha annunciato l’EuroPride Torino 2027.

Aosta Pride 2026: colori, musiche e impegno per le famiglie

Il sabato 26 settembre 2026 la città di Aosta è stata invasa da un’esplosione di colori, suoni e impegni sociali: l’Aosta Pride ha radunato oltre 3000 partecipanti lungo un percorso che ha collegato l’Arco d’Augusto al Jardin de l’Autonomie. Il corteo, avviato alle 14.30, ha trasformato le vie in un vero e proprio palcoscenico di libertà e visibilità, dove ogni bandiera sventolata racchiudeva una storia di lotta e speranza.

Parata di Aosta Pride 2026: 3000 persone tra musica, due carri e un messaggio per il futuro

Il corteo è partito dalla storica piazza dell’Arco d’Augusto, dove due carri hanno catturato l’attenzione della folla. Il primo, in apertura, ha celebrato l’identità locale, mentre il secondo, dedicato all’EuroPride Torino 2027 ha anticipato l’importanza dell’evento europeo per la regione. A condurre la manifestazione è tornata la nota conduttrice Cristy McBacon mentre le Karma B hanno svolto il ruolo di “Reines” dell’edizione 2026, portando sul palco la loro energia travolgente.

Il palcoscenico musicale

La colonna sonora della giornata è stata curata dalla marching band dei Tamtando dal coro Les Genevoix di Ginevra e dalla Cricca delle Drag Queen. Queste performance hanno alternato ritmi contagiosi a momenti di grande spettacolarità, accompagnando i passanti tra brani pop, ritmi tradizionali e numeri drag che hanno suscitato applausi e balli spontanei. L’atmosfera è culminata con la partecipazione di Natascia Maesi presidente nazionale di Arcigay, la cui presenza ha sottolineato il legame tra la realtà locale e il movimento nazionale.

Interventi delle istituzioni e delle associazioni: voce alla comunità

Il Comune di Aosta la Consigliera di Parità della Valle d’Aosta il CELVA e l’Università della Valle d’Aosta hanno dimostrato la loro presenza concreta, non limitandosi a un semplice patrocinio ma partecipando attivamente al dibattito. Valeria Fadda vicesindaca del Comune, ha dichiarato: “Nessuno dovrebbe aver paura di quello che è” ribadendo che la città è di tutti e che le istituzioni non possono decidere per i singoli cittadini.

Le voci delle associazioni

Alice Sartore vicepresidente di Arcigay Queer VdA ha ricordato che la parata rimane necessaria finché non si raggiungerà una piena equità, sia formale che sostanziale. “Tenere la cresta alta significa essere visibili, vigili e vivere con orgoglio”, ha affermato, sottolineando l’importanza di far rumore quando serve.

Natascia Maesi ha definito il Pride una “scelta di visibilità, coraggio e campo antifascista”. Ha aggiunto che “le lotte non si vincono da sole, fare rete è una necessità politica”.

Nel campo dei diritti familiari, Nadia Bruno di Famiglie Arcobaleno ha evidenziato la necessità del riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, affermando che “non possiamo scegliere quali diritti difendere solo in base a quanto ci riguardano personalmente”. Elena Camilot co-presidente di Rete Genitori Rainbow ha puntato sull’importanza di un’educazione sesso-affettiva nelle scuole, capace di rendere visibili tutti i percorsi di vita.

Infine, Alessandro Battaglia ha proiettato lo sguardo verso il 2027, dichiarando che l’EuroPride Torino 2027 sarà “l’EuroPride di tutta Italia, dei Pride piemontesi e della Valle d’Aosta”, consolidando il ruolo dell’Alto Adige come punto di riferimento per l’intero movimento.

Programma collaterale e momenti di approfondimento

Il Week-End della Pride è stato arricchito da una serie di eventi culturali e formativi. Il 23 settembre, l’Università della Valle d’Aosta ha ospitato “Caro diario”, un’installazione sonora immersiva curata da Creature Montane dove i visitatori hanno potuto ascoltare testimonianze intime su amore e affetti attraverso 11 postazioni con cuffie vintage.

Lo stesso giorno, alle 18.00, si è tenuto l’incontro “Il diritto di essere famiglie”, con la partecipazione dell’avvocata Valentina Pontillo e dell’assessora Chiara Foglietta per discutere aspetti legali e psicologici delle famiglie omogenitoriali.

Il 24 settembre, nella Biblioteca Ida Desandré, è stato organizzato il laboratorio “Pimp my Pride”, aperto a tutti per la creazione di striscioni e cartelli riciclati, preparatori della parata del giorno successivo.

Venerdì 25 settembre, al Teatro Giacosa, le Karma B hanno presentato lo spettacolo satirico “Cominciamo male e addio buoni propositi”. Il mix di stand-up, musica e satire sociali ha riscosso un tutto esaurito, dimostrando ancora una volta il potere della drag culture nella denuncia sociale.

La notte del 26 settembre, dopo la chiusura della parata, si è svolto il “Pride after-party” “BIONDA” presso la Discoteca Fashion, con performance di drag star come Lucrezia Borkia, Valenciagah, Glorya All e Zanaiah, prolungando la festa fino alle prime ore del mattino.

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