Il 1° settembre la comunità dello skyrunning è rimasta senza parole quando la 38-enne canadese Kalie McKrystal è scomparsa durante una ricognizione sul Cervino. L’atleta, residente a Squamish, stava infatti testando le proprie capacità su una delle pareti più temute delle Alpi, con l’obiettivo di battere il record di salita e discesa lungo la Cresta del Leone in meno di cinque ore. Dopo cinque ore di osservazione, la sua presenza non è più stata più confermata, innescando immediatamente le operazioni di ricerca.
Due settimane dopo, la madre Wendky Cooper e la sorella Jody McCrystal hanno deciso di condividere con il pubblico una lettera d’addio, pubblicata sui social. Il messaggio, più che un semplice annuncio di lutto, è una testimonianza di amore, di gratitudine verso chi ha collaborato e di accettazione del destino della giovane, che negli ultimi istanti ha vissuto ciò che più amava: la montagna.
Il messaggio della famiglia: ricordi e gratitudine
Nel testo scritto con voce rotta dall’emozione, le due donne ricordano che “sono passate due settimane da quando la nostra carissima Kalie è scomparsa durante una ricognizione sul Cervino”. Sottolineano il valore della professionalità e della gentilezza dimostrate dalla Guardia di Finanza che ha esplorato ogni possibile pista per trovarla. Il tributo è costellato di parole come eternamente grati rivolte non solo ai soccorritori, ma anche alla RCMP e all’Ambasciata canadese le cui attività hanno sostenuto la famiglia in un momento di profonda sofferenza.
Le parole di Wendky Cooper e Jody McCrystal
Le due sorelle hanno espresso un sentimento di pace, affermando di trovare conforto nel sapere che Kalie “stava facendo ciò che la faceva sentire più viva fino ai suoi ultimi istanti” e che ora “rimane tra le montagne dove si sentiva più a casa”. Il ricordo della sua determinazione e della sua allegria è presentato come un’eredità che continuerà a ispirare sia la comunità sportiva di Squamish sia tutti coloro che l’hanno conosciuta.
Le operazioni di ricerca: il ruolo della Guardia di Finanza e dei soccorsi internazionali
Subito dopo la scomparsa, la squadra alpina della Guardia di Finanza ha lanciato un massiccio intervento di soccorso, dedicando ore di lavoro in condizioni estremamente difficili. Il loro impegno, definito “incrollabile”, ha incluso perizie tecniche, escursioni su terreni impervi e l’uso di cani da pista. Parallelamente, la RCMP ha coordinato le attività con le autorità svizzere, garantendo una comunicazione fluida tra le due nazioni.
Il sostegno diplomatico è arrivato dall’Ambasciata canadese che ha offerto assistenza logistica e un canale di contatto costante per la famiglia. Un elemento chiave di quella rete è stato Hillary Gerardi la prima a lanciare l’allarme sulla scomparsa di Kalie, mobilitando rapidamente amici, colleghi e volontari su scala globale.
Il contesto dell’incidente: la sfida di Kalie al Cervino
La missiva di addio ricorda che Kalie non era una neofita delle alte vette: aveva già scalato il Cervino in passato e possedeva una consolidata esperienza su terreni tecnici. Tuttavia, la sua ultima impresa prevedeva una discesa lungo la Cresta del Leone, una linea particolarmente esposta e pericolosa. Le testimonianze suggeriscono che “è molto probabile che sia caduta durante la discesa”, nonostante la sua abilità e preparazione.
La perdita di una figura così incredibilmente speciale ha lasciato un vuoto enorme nello skyrunning a Squamish e nella vita privata della famiglia. La madre e la sorella hanno concluso la loro lettera affermando che, sebbene il desiderio di ritrovarla rimanga vivissimo, trovano sollievo nel sapere che Kalie ha concluso la sua vita facendo ciò che più amava: correre tra le nuvole.



