16 Settembre 2026 ☁ 20° Allerta gialla · temporali · fino 17 Settembre 01:59

Mostra a Aosta: Maquignaz e Barmasse interpretano il Cervino

La mostra La Gran Becc’à La Cave a Aosta mette a confronto il colore di Aimé Maquignaz e il legno di Giangiuseppe Barmasse per raccontare il Cervino come memoria condivisa.

Mostra a Aosta: Maquignaz e Barmasse interpretano il Cervino

Nel pomeriggio di mercoledì 16 settembre 2026 la Cave Valdôtaine di Aosta ha ospitato il vernissage di La Gran Becc’à La Cave un progetto espositivo che mette a confronto due pratiche artistiche differenti ma entrambe radicate nella Valtournenche. L’inaugurazione ha riunito un pubblico numeroso intorno alle opere di Aimé Maquignaz e Giangiuseppe Barmasse proponendo il Cervino non solo come soggetto paesaggistico ma come dispositivo di memoria collettiva.

Maquignaz: il colore come forma di memoria del Cervino

Originario di Valtournenche e nato nel 1946Aimé Maquignaz costruisce la sua ricerca artistica attorno alla montagna, trasformando il profilo del Cervino in una sorta di archivio emotivo. La pittura di Maquignaz oscilla tra l’informale e il realismo magico, usando coloreluce e atmosfera per spostare il paesaggio dalla rappresentazione oggettiva a un’esperienza interiore. Tra i suoi temi ricorrenti emergono i cosiddetti “Bleus villages”, villaggi antichi immersi in sfumature azzurre che restituiscono la Valle non come documento geografico ma come luogo della memoria e del ricordo.

Un percorso espositivo radicato e riconoscibile

Le opere di Maquignaz, esposte in molte sedi italiane ed estere, mantengono un forte legame con la terra d’origine: il Cervino diventa simbolo di appartenenza e cifra stilistica, capace di evocare storie individuali e collettive. In mostra, i dipinti funzionano come paesaggi che comunicano sensazioni più che dati topografici, invitando il visitatore a leggere la montagna attraverso la memoria cromatica dell’artista.

Barmasse: il legno che trattiene la cultura alpina

Giangiuseppe Barmasse nato ad Aosta nel 1962 e da sempre legato alla Valtournenche, porta nella mostra una pratica scultorea che nasce dalla quotidianità della lavorazione del legno. Formatosi in contesti artigianali e presente alla Fiera di Sant’Orso fin dal 1978 Barmasse si dedica in modo continuativo alla scultura tradizionale dal 1989. Il suo materiale prediletto, il noce conserva venature e segni che l’artista trasforma in figure di vita alpina: mucche, pastori, guide e altre icone della cultura locale.

Opere recenti e memoria pubblica

La ricerca di Barmasse non si limita a pezzi di tradizione privata: nel 2025 ha scolpito il busto ligneo di Émile Chanoux collocato nel foyer del Consiglio regionale della Valle d’Aosta e ha donato un’opera dedicata a San Francesco con il lupo alla città di Assisi. Questi interventi mostrano come la sua scultura agisca da ponte tra memoria locale e riconoscimento istituzionale, rendendo materiale la storia della comunità.

La mostra come luogo di dialogo tra arte e territorio

Scegliere le Cave Valdôtaine in via J.B. de Tillier 3 a Aosta come sede dell’esposizione non è stato un gesto casuale: l’ente che promuove l’iniziativa unisce alla valorizzazione delle produzioni locali anche un interesse per le pratiche culturali che raccontano l’identità valdostana. La mostra, aperta al pubblico dal 17 settembre al 19 ottobre 2026 propone un dialogo concreto tra pittura e scultura, invitando a considerare il Cervino come punto di osservazione su tradizione e contemporaneità.

Durante l’inaugurazione il confronto tra il colore evocativo di Maquignaz e la materialità narrativa di Barmasse ha messo in luce una tensione produttiva: da un lato l’astrazione emotiva, dall’altro la concretezza delle forme lignee, entrambi però chiamati a conservare e rinnovare la memoria collettiva. In questo intreccio, la Gran Becca continua a farsi simbolo identitario capace di parlare alle generazioni presenti e future.

La mostra non si limita a rappresentare il paesaggio alpino, ma lo utilizza come chiave per interrogare il senso di appartenenza: la montagna diventa così sia un patrimonio culturale sia uno stimolo creativo che chiama artisti e pubblico a rileggerne la storia. La partecipazione registrata al vernissage ha confermato l’interesse del territorio per iniziative che intrecciano artememoria e identità locale.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Aosta adesso

QUALITÀ ARIA
Moderata
PM10 27 · NO₂ 23 µg/m³