13 Giugno 2026 ☀ 28°

Tragedia in montagna: quattro vittime oggi e tre ieri tra Gran Paradiso e Monte Bianco

Quattro alpinisti sono morti nella mattinata del 13.06.2026 tra Cervino, ghiacciaio della Brenva e Mont Maudit, mentre il 12 giugno tre persone hanno perso la vita sul Gran Paradiso: soccorsi nazionali e internazionali hanno coordinato i recuperi e i riconoscimenti.

Tragedia in montagna: quattro vittime oggi e tre ieri tra Gran Paradiso e Monte Bianco

La montagna ha segnato alcune delle sue giornate più nere in poche ore con una serie di incidenti che hanno causato la morte di sette alpinisti. Gli episodi si sono concentrati tra il Gran Paradisoil massiccio del monte bianco e il Cervinocoinvolgendo squadre di soccorso italiane, svizzere e francesi.

Le operazioni di recupero e i successivi accertamenti hanno visto impegnati il Sagfil Soccorso Alpino Valdostanol’Air Zermattla Guardia di Finanza e il Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne. Le dinamiche degli incidenti sono in parte al vaglio degli investigatori; i corpi delle vittime sono stati trasferiti nei centri indicati per le procedure di identificazione e le necessarie verifiche.

Gran Paradiso: tre vittime identificate e trasferite ad Aosta

Il primo dramma, datato 12 giugnoriguarda la parete Nord del Gran Paradiso dove tre scalatori sono precipitati per alcune centinaia di metri. Le autorità competenti hanno ricostruito una possibile catena di eventi: uno dei membri della cordata potrebbe essere scivolato, trascinando con sé i compagni. I tre deceduti sono stati identificati come Antonio Sardano49 anniSergio Martinelli29 annie Michael Zenatti39 anni. I loro corpi si trovano all’obitorio del cimitero di Aosta in attesa delle procedure successive svolte dal Sagf.

Dettagli operativi e responsabilità degli enti

Le indagini preliminari sono condotte dai finanzieri del Sagf di Entreves, che hanno esaminato la scena e raccolto elementi utili a ricostruire l’accaduto. Il caso del Gran Paradiso ha richiamato l’attenzione sulla pericolosità delle condizioni in montagna, soprattutto sulle pareti ripide e in presenza di cornici o terreno instabile.

Monte Bianco e ghiacciaio della Brenva: due vittime sul territorio valdostano e due sul versante francese

Nella mattinata di sabato 13 giugno si sono verificati ulteriori incidenti sul massiccio del Monte Bianco. Sul versante francese, lungo la cresta Kuffner del Mont Mauditil Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne ha recuperato due alpinisti senza vita. L’intervento è stato condotto in raccordo con le autorità francesi di soccorso e con il coordinamento operativo delle squadre locali.

Sullo stesso massiccio, ma sul versante italiano, è stato segnalato un incidente sul ghiacciaio della Brenva. Qui è stato recuperato il corpo di un alpinista e la salma è stata trasferita a Courmayeur per le operazioni di riconoscimento affidate al Soccorso Alpino Valdostano. Le condizioni del ghiacciaio, con crepacci e seracchi, aumentano i rischi per le cordate che affrontano queste vie.

Coordinamento transfrontaliero e difficoltà tecniche

Gli interventi sui versanti del Monte Bianco hanno coinvolto più giurisdizioni: le procedure di soccorso e le comunicazioni operative sono state gestite tra i corpi italiani e quelli francesi per garantire rapidità e sicurezza nelle operazioni di recupero. Le difficoltà tecniche includono la logistica d’alta quota e le condizioni meteorologiche che possono complicare l’accesso ai luoghi degli incidenti.

Cervino: vittima recuperata e compagno illeso

Sul Cervino si è registrato un altro decesso nella mattinata: un alpinista è morto durante la salita, con il corpo recuperato dai soccorritori dell’Air Zermatt in cooperazione con il Soccorso Alpino Valdostano. La salma è stata trasportata a Cervinia e le operazioni di identificazione sono state affidate al Sagf di Breuil-Cervinia. Il compagno di cordata è risultato illeso ed è in fase di recupero.

Questo episodio evidenzia come anche percorsi considerati tradizionali e frequentati possano presentare rischi mortali; la vetta del Cervino raggiunge i 4.478 metri sulla vetta nota come la «Grande Becca», un dato che sottolinea la quota e le condizioni ambientali in gioco.

Nel complesso, i fatti degli ultimi giorni portano a un tragico bilancio di sette vittime tra Valle d’Aosta e versanti limitrofi del Monte Bianco. Le autorità competenti proseguono con gli accertamenti per chiarire dinamiche e responsabilità e per fornire risposte alle famiglie delle vittime.

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