13 Giugno 2026 🌤 34°

Incidente mortale sul Gran Paradiso: dettagli sulla tragedia degli alpinisti

Una tragedia sul Gran Paradiso: tre alpinisti italiani muoiono precipitando dalla parete Nord. Scopri come è successo e le sfide della scalata.

Incidente mortale sul Gran Paradiso: dettagli sulla tragedia degli alpinisti

Una tragedia si è consumata sul Gran Paradisola montagna più alta d’Italia. Tre alpinisti hanno perso la vita precipitando dalla parete Norduna delle vie di salita più impegnative. L’incidente è avvenuto il 12 giugnomentre il gruppo era in procinto di raggiungere la vetta, situata a 4.061 metri di quota.

La notizia è stata confermata dal Soccorso Alpino Valdostanoche ha individuato i corpi a circa 3.600 metri di quota. Le operazioni di recupero sono state complesse e hanno visto il coinvolgimento anche del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Entreves.

Le circostanze dell’incidente

I tre alpinisti avevano trascorso la notte al Rifugio Federico Chabodsituato in Valsavarenche a 2.750 metri di quota. Alle tre del mattinosi sono messi in marcia verso la cima. La salita lungo la parete nord è classificata come Abbastanza Difficile Superiore e Difficile Inferiorerichiedendo un’ottima preparazione fisica, tecnica e la conoscenza dell’ambiente d’alta quota.

L’allarme è scattato poco dopo le 19.30quando i familiari degli alpinisti, non vedendoli rientrare, hanno contattato la centrale unica di soccorso di Aosta. Grazie a un localizzatore GPS attivato da uno degli alpinisti, i soccorritori sono riusciti a individuare rapidamente i corpi. Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente potrebbe essere avvenuto nella tarda mattinata, quando uno dei tre alpinisti potrebbe essere caduto, trascinando con sé i compagni a cui era legato con la corda.

Le indagini e il riconoscimento delle vittime

Le operazioni di riconoscimento sono affidate al Sagf di Entrevesche sta lavorando per identificare le vittime. I corpi sono stati trasportati al cimitero di Aosta. Dalle prime informazioni, le vittime sarebbero tutte italiane.

L’incidente ha suscitato grande emozione e dolore nella comunità alpinistica. Solo due settimane prima, il 30 maggioun altro alpinista, Andrea Villaun comasco di 54 anni residente a Luisago, aveva perso la vita sulla stessa parete nord, precipitando per 500 metri sotto gli occhi del fratello e di un altro compagno di cordata.

Le sfide della scalata del Gran Paradiso

La scalata del Gran Paradiso è una delle più ambite dagli alpinisti, ma anche una delle più impegnative. La parete nord, in particolare, presenta difficoltà tecniche e fisiche non indifferenti. La via normale, che parte dal Rifugio Chabod, è lunga circa 400 metri e richiede una buona preparazione e attrezzatura adeguata.

La tragedia del 12 giugno ha ricordato a tutti i pericoli della montagna e l’importanza di rispettare sempre le regole della sicurezza. Gli esperti sottolineano l’importanza di una preparazione adeguata, di un’attenta valutazione delle condizioni meteorologiche e dell’uso di attrezzature di sicurezza, come i localizzatori GPS, che possono fare la differenza in caso di emergenza.

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