Il Museo Archeologico regionale di Aosta presenta una mostra monografica dedicata a Marc Chagallallestita in collaborazione con il Musée National Marc Chagall di Nizza e promossa dalla Regione Valle d’Aosta. L’esposizione, intitolata “Marc Chagall. Tra poesia e spiritualità“, riunisce 120 opere realizzate tra il 1922 e il 1980 e in programma dal 20 giugno al 25 ottobre 2026. Il percorso vuole mettere in luce il nucleo tematico che ha accompagnato l’artista per tutta la sua vita: il legame con il Testo Sacro e una visione poetica della figura umana.
Curata da Grégory CoudercAnne Dopffer e Alberto Fizla mostra propone un itinerario articolato che comprende dipinti, gouache, incisioni, disegni, sculture, libri illustrati e ceramiche. Al catalogo bilingue italiano-francese, edito da Allemandi, si affianca un allestimento pensato per evidenziare come la Bibbia e la tradizione lirica del Cantico dei Cantici abbiano fornito a Chagall immagini, simboli e narrazioni costanti.
Il filo biblico nella produzione di Chagall
La rassegna pone al centro il rapporto dell’artista con il Messaggio biblicotema che Chagall considerava una fonte primaria di ispirazione. Le opere selezionate mostrano come motivi tratti dall’Antico Testamento siano stati rielaborati in chiave personale, trasformandosi in emblemi visivi che trascendono la dimensione religiosa per assumere una valenza universale. Il percorso espone tele che dialogano con il Cantico dei Cantici e con altri testi sacri, restituendo la capacità dell’artista di intrecciare memoria, mitologia e sentimento.
Opere pittoriche e stampe
Dipinti e incisioni occupano una parte consistente dell’allestimento: si alternano tele dai colori intensi e gouache più intimi, dove il ricorso al blu profondo e al rosso acceso diventa linguaggio simbolico. Attraverso queste opere il visitatore può seguire l’evoluzione stilistica di Chagall dal 1922 al 1980, osservando come il tema sacro rimanga un elemento costante ma sempre rinnovato nelle soluzioni iconografiche e cromatiche.
Sculture, vetrate e i progetti per gli spazi sacri
Un capitolo significativo della mostra è dedicato all’arte plastica e alla progettualità di Chagall per le vetrate, ambiti meno noti al grande pubblico ma fondamentali per comprendere la sua visione del colore come luce trasformata. Sono esposte sculture in pietra, tra cui le figure di Mosè e del Cristo in croce realizzate tra il 1952 e il 1954, che testimoniano l’interesse dell’artista per la tridimensionalità e la materialità.
Maquette e vetrate
Le maquette incluse nel percorso raccontano la genesi di alcune delle vetrate più celebri progettate da Chagall: i pannelli per la cattedrale di Metzle vetrate del Fraumünster di Zurigo e le realizzazioni per la sinagoga dell’ospedale Hadassah a Gerusalemme. In questi studi preparatori emerge il ruolo di Chagall come vero e proprio “architetto della luce“, capace di tradurre simboli in superfici colorate che trasformano gli spazi e la percezione di chi li attraversa.
Allestimento, cura e materiali del catalogo
La mostra, ideata dai curatori Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz, è accompagnata da un catalogo bilingue che raccoglie saggi critici e schede delle opere. L’evento rientra nella programmazione culturale del Museo Archeologico regionale di Aosta, che da tempo ospita retrospettive e iniziative dedicate a figure di spicco del Novecento. L’obiettivo dell’allestimento è mettere in rapporto la dimensione spettacolare delle opere con la profondità di una ricerca storico-artistica: il risultato è un percorso che coniuga immagine, testo e progetto.
Per il pubblico, la mostra rappresenta un’opportunità per avvicinarsi al cuore poetico di Chagall e per cogliere come i suoi simboli religiosi siano stati rielaborati in chiave universale. Dal 20 giugno al 25 ottobre 2026, il Museo di Aosta propone quindi una stagione espositiva che promette di tingersi dei caratteristici blu e rossi dell’artista, offrendo spunti di riflessione su memoria, fede e immaginazione.



