In un contesto di cambiamenti climatici sempre più evidenti, la Valle d’Aosta ha registrato un evento senza precedenti: il primo riscontro del virus West Nile in due uccelli selvatici. Si tratta di un corvide e di una ghiandaia trovati positivi nell’ambito delle attività di sorveglianza sanitaria condotte dall’Azienda USL Valle d’Aosta.
La scoperta, sebbene non desti allarmismo, sottolinea l’importanza di un sistema di monitoraggio attivo e coordinato. Il Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) rappresenta lo strumento strategico per contrastare e monitorare i virus trasmessi da artropodi vettori, principalmente zanzare, zecche e flebotomi.
Il ruolo cruciale del monitoraggio dell’avifauna
Il monitoraggio dell’avifauna è fondamentale per rilevare precocemente la circolazione del virus sul territorio. Gli uccelli selvatici, infatti, costituiscono i principali serbatoi naturali del virus, mentre le zanzare ne rappresentano i vettori. Il virus viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette che hanno precedentemente acquisito il virus nutrendosi su volatili infetti.
Nel corso del 2026, sono stati esaminati complessivamente 23 uccelli selvatici. Proprio attraverso questi controlli è stato possibile individuare precocemente le due positività. Il Dott. Mauro Occhi Direttore sanitario dell’Azienda USL Valle d’Aosta, sottolinea che «il monitoraggio dell’avifauna rappresenta uno strumento fondamentale perché ci consente di avere un segnale precoce della circolazione del virus sul territorio e di mettere conseguentemente in campo le misure di prevenzione previste».
Le misure adottate dall’Azienda USL
Accertata la positività al West Nile Virus, sono scattate le misure previste dal Piano Nazionale Arbovirosi. Tra queste, disinfestazioni e attività larvicida, nonché l’invio di un’informativa a tutti i medici della regione. Inoltre, sono in corso i confronti con i Comuni interessati per condividere le informazioni e valutare le conseguenti misure di prevenzione e controllo.
Sul versante veterinario, l’azienda sanitaria ha annunciato specifiche attività di approfondimento epidemiologico nell’area interessata dai ritrovamenti. Verranno posizionate trappole per la cattura delle zanzare e saranno effettuate visite cliniche sugli equidi presenti nel raggio di 2 chilometri dai punti di rinvenimento degli uccelli positivi, con eventuale esecuzione dei prelievi diagnostici previsti dai protocolli nazionali.
L’approccio One Health
Il Dott. Occhi evidenzia anche come, con le progressive mutazioni climatiche cui assistiamo, condizioni di questo tipo siano verosimile si presentino sempre più spesso nei decenni a venire. «Non si tratta quindi di creare allarmismo – aggiunge -, ma di mantenere alta l’attenzione e continuare a lavorare in maniera coordinata. È inoltre un esempio concreto dell’approccio One Health che integra salute umana, animale e ambientale».
La collaborazione tra i professionisti del Dipartimento di Prevenzione l’Istituto zooprofilattico i servizi sanitari e le amministrazioni locali consente di affrontare questi fenomeni con un sistema strutturato di sorveglianza e prevenzione.
Prevenzione e consigli per la popolazione
Il West Nile virus appartiene alla famiglia dei Flavivirus ed è presente in diverse aree del mondo, compresa l’Europa. La sua circolazione tende ad aumentare nei mesi più caldi, quando è maggiore l’attività delle zanzare. Nella maggior parte delle persone infette l’infezione non provoca sintomi. Quando presenti, i disturbi sono generalmente lievi e possono comprendere febbre, mal di testa, dolori muscolari e stanchezza.
Solo in una percentuale molto ridotta di casi, soprattutto tra persone anziane o fragili, possono svilupparsi forme neurologiche più gravi. La principale forma di prevenzione resta quella di evitare le punture di zanzara. Anche le zanzariere rappresentano uno strumento utile.
È importante inoltre evitare la formazione di ristagni d’acqua all’esterno: sottovasi, secchi, contenitori e altri recipienti possono infatti diventare siti favorevoli alla riproduzione delle zanzare. La sorveglianza veterinaria, entomologica e sanitaria proseguirà nei prossimi giorni in collaborazione con i Comuni e con gli altri enti coinvolti.



