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Valle d’Aosta: perché quest’estate l’acqua ha richiesto bollitura

Un’estate torrida e la pressione del turismo hanno messo a dura prova le sorgenti e le vasche idriche della Valle d’Aosta, portando a numerose ordinanze di bollitura dell’acqua.

Valle d’Aosta: perché quest’estate l’acqua ha richiesto bollitura

L’estate 2026 in Valle d’Aosta è stata segnata da un aumento significativo delle ordinanze di bollitura dell’acqua, con 81 non conformità registrate tra luglio e agosto, rispetto alle 48 dello scorso anno. Questo fenomeno, legato a caldo intenso, siccità e turismo ha messo sotto pressione le sorgenti e le vasche idriche, costringendo molti comuni a emettere ordinanze cautelative.

Luigi Vesan, dirigente tecnico di Sev, spiega che la stagionalità è uno dei principali fattori che hanno contribuito a questa situazione. All’inizio del 2026 la situazione sembrava migliore rispetto al luglio 2025, ma il caldo e il turismo hanno rapidamente svuotato le sorgenti e le vasche, portando a problemi di approvvigionamento e qualità dell’acqua.

Le cause delle contaminazioni batteriche

Le contaminazioni batteriche sono state una delle principali preoccupazioni. Non erano i soliti batteri sono stati rilevati casi di Escherichia coli ed enterococchi diffusi in tutto il territorio. Daniela Tonin, responsabile del servizio qualità delle acque di Sev, ha spiegato che la temperatura media dell’acqua che solitamente è di otto gradi quest’estate ha raggiunto i 16-20 gradi avvicinandosi alla temperatura ideale per la proliferazione batterica che è di 21-22 gradi.

Un altro fattore critico è stato il comportamento degli animali. In montagna, sia il bestiame al pascolo brado che gli animali selvatici, ma anche topi e insetti, erano alla ricerca di acqua. Questo ha portato a contaminazioni nelle captazioni, che, sebbene protette, non sono stabili a causa degli inverni rigidi che buttano giù le recinzioni.

Le sfide per l’inverno

Con la fine della stagione turistica e del periodo della monticazione, le previsioni per l’autunno sembrano rosee. Tuttavia, la preoccupazione si sposta già verso l’inverno. Una stagione con poca neve e una grossa presenza turistica potrebbe essere delicata, soprattutto considerando l’esempio dello scorso inverno a Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité, dove si sono registrati record di presenze turistiche e consumi.

Per affrontare queste criticità, Sev sta lavorando insieme alla Regione alla ricerca di nuove fonti di approvvigionamento. Sondaggi e prospezioni geologiche sono in corso per verificare la possibilità di realizzare captazioni da pozzo, una soluzione già utilizzata ad Aosta e nella Plaine.

Le ordinanze di bollitura e i controlli

Le ordinanze di bollitura dell’acqua sono state emesse in diverse zone di Aosta, come il pozzo Montfleury la vasca Pont d’Avisod e altre aree critiche. Queste ordinanze, firmate dal sindaco Raffaele Rocco, sono state adottate dopo che i controlli hanno rilevato la presenza di Escherichia colienterococchi intestinali e batteri coliformi oltre i limiti di legge.

Sev si avvale di un laboratorio certificato di Moncalieri per i campionamenti e ha richiesto controlli incrociati all’Arpa e al vecchio laboratorio di Cogeo per avere dati confrontabili. Inoltre, l’Usl effettua circa 800/900 campionamenti all’anno, contribuendo a un quadro completo della situazione.

Quando viene rilevata una non conformità, il primo passaggio è il confronto con il Comune. I tecnici di Sev effettuano quindi un sopralluogo e individuano gli interventi necessari, che possono includere la pulizia e la disinfezione delle vasche. Dopo la sanificazione, viene effettuato un nuovo controllo per verificare il ripristino della potabilità.

Luigi Vesan sottolinea che l’ordinanza di bollitura è un’ordinanza a tutela della popolazione. La clorazione dell’acqua inizia praticamente il giorno stesso in cui viene emessa e viene tolta a fronte di una verifica puntuale della potabilità. Tuttavia, i tempi delle analisi possono allungare la durata delle ordinanze, poiché gli enterococchi richiedono un tempo di coltura in laboratorio di almeno 44 ore.

Daniela Tonin invita la popolazione a sentirsi sollevata dal fatto che ci sia qualcuno che controlla la qualità dell’acqua. La prevenzione è fondamentale, e i controlli sono una forma di tutela per garantire che l’acqua sia sicura per il consumo.

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