La Regione Valle d'Aosta ha portato a termine una vasta campagna di vaccinazione volta a contrastare la diffusione della dermatite nodulare tra il bestiame. Dopo avere immunizzato la quasi totalità dei capi bovini adulti, l’amministrazione ha avanzato al Ministero della Salute la richiesta di ampliare la profilassi anche ai vitelli a partire dai tre mesi, con l’obiettivo di creare un anello protettivo più esteso e ridurre il rischio di ricadute epidemiologiche.
Parallelamente, l’assessorato regionale alla Sanità ha intensificato le operazioni di prevenzione sugli animali che entrano nel territorio, concentrandosi in particolare sui capi provenienti dal Piemonte. La strategia adottata combina vaccinazione, sorveglianza e misure di controllo degli ingressi per limitare la possibilità di introduzione di nuovi focolai, privilegiando azioni coordinate e tempestive.
Risultati della campagna e strategie adottate
Il traguardo raggiunto deriva da un impegno organizzativo che, secondo l’assessorato, è nato nella fase acuta dell’emergenza e si è consolidato nei mesi successivi. La campagna ha previsto turni logistici, coinvolgimento del personale veterinario e comunicazione con gli allevatori per massimizzare la copertura vaccinale. Il risultato è la copertura quasi completa dei capi adulti, elemento considerato cruciale per interrompere la catena di trasmissione della dermatite nodulare.
Chi è interessato dalla profilassi
La richiesta al Ministero riguarda l’estensione della profilassi ai vitelli di almeno tre mesi di età, una soglia scelta per bilanciare efficacia immunitaria e praticità gestionale nelle aziende agricole. L’amministrazione ritiene che includere i giovani capi nella campagna possa aumentare significativamente la resilienza dell’intero patrimonio zootecnico regionale, riducendo il rischio di nuovi focolai che partono da animali suscettibili.
Controlli sugli ingressi e misure preventive
Per prevenire nuove introduzioni della malattia, la Regione ha già avviato la vaccinazione dei capi in ingresso, con particolare attenzione agli arrivi dal Piemonte. Queste operazioni prevedono verifiche sanitarie, registrazione dei movimenti e somministrazione del vaccino laddove necessario. L’approccio mira a creare una cintura di protezione attorno al territorio valdostano, combinando pratiche veterinarie con il monitoraggio degli spostamenti di animali.
Sinergia tra enti e tempi di attuazione
Il successo delle misure è stato possibile grazie alla cooperazione tra assessorato, veterinari e allevatori: una rete che l’assessorato definisce come un vero e proprio lavoro di squadra iniziato nella fase critica e portato avanti con continuità. Le operazioni di vaccinazione e controllo sono state calendarizzate per ridurre i disagi alle aziende, mantenendo al centro la protezione della salute animale.
Aspetti organizzativi e clima sociale
L’assessorato ha segnalato anche episodi isolati di comportamenti inappropriati nei confronti del personale veterinario, definiti assolutamente inaccettabili. Tali episodi sono stati descritti come circoscritti e privi di fondamento rispetto all’azione complessiva, e non hanno comunque rallentato la campagna di vaccinazione. Le autorità ribadiscono l’importanza di rispettare il lavoro degli operatori e di sostenere le misure sanitarie per il bene collettivo.
In conclusione, la Regione sottolinea come l’insieme delle azioni — estensione richiesta della profilassi ai vitelli, vaccinazione degli ingressi e mantenimento di una rete operativa stabile — rappresenti la via scelta per consolidare la protezione del patrimonio zootecnico. L’obiettivo è prevenire ricadute e garantire la continuità produttiva, preservando al tempo stesso la salute pubblica e il lavoro degli allevatori.



