Il Osapp ha diffuso, lo scorso 3 novembre, una denuncia che descrive un clima di malessere mai verificato prima nella Casa circondariale di Brissogne. Secondo il segretario generale Leo Beneduci, le tensioni interne sono alimentate da una serie di eventi critici di rilevanza esterna che non hanno trovato risposta né dal Provveditorato regionale né dalle autorità centrali dell’amministrazione penitenziaria.
Da mesi gli agenti della Polizia penitenziaria segnalano un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro, caratterizzate da carenze organizzative, disuguaglianze di trattamento e turni considerati massacranti. La mancanza di interventi correttivi ha favorito un clima di intimidazioni, con procedimenti disciplinari a senso unico contro chi osa dissentire.
Problemi segnalati da Osapp nella Casa di Brissogne
Il sindacato indica una serie di carenze gestionali che coinvolgono non solo la Polizia penitenziaria, ma anche la Ragioneria e l’Area sanitaria dell’istituto. Le disparità di trattamento tra gli agenti sono descritte come “palesi” e i favoritismi sembrerebbero influenzare decisioni operative e disciplinari. Questa situazione ha generato un clima lavorativo invelenito, dove le minacce e le pressioni gerarchiche si traduiscono in un ambiente di lavoro poco rispettoso della dignità dei dipendenti in uniforme.
Disparità di trattamento e turni estenuanti
Gli operatori denunciano che i turni imposti sono così gravosi da provocare un consistente stress psicofisico. In alcuni casi, l’intensità delle ore di lavoro ha spinto circa dieci unità di personale a transitare nei ruoli civili per motivi di salute mentale, una cifra che il sindacato ritiene allarmante. Inoltre, le disparità di trattamento si manifestano in differenze salariali, opportunità di carriera e nelle modalità di gestione delle emergenze quotidiane.
Richiesta di accertamenti ispettivi e silenzio istituzionale
Di fronte a questa emergenza, l’Osapp ha inviato una lettera ufficiale agli organi dell’Amministrazione penitenziaria centrale, chiedendo urgenti accertamenti ispettivi. La richiesta mira a identificare le cause profonde della crisi e a responsabilizzare i soggetti coinvolti. Nonostante le molteplici pressioni pubbliche, le autorità non avrebbero ancora fornito risposte concrete, mantenendo un persistente e deleterio silenzio che, secondo il sindacato, aggrava ulteriormente la situazione.
Rischi per la salute mentale del personale
Il trasferimento di una decina di agenti verso ruoli civili, citato dal sindacato, è un indicatore chiaro della gravità del malessere psicologico all’interno della struttura. Il stress continuo derivante da turni prolungati, intimidazioni e mancanza di supporto istituzionale crea un terreno fertile per disturbi mentali, riducendo la capacità operativa complessiva della casa carceraria. L’intervento di ispettori indipendenti è ritenuto fondamentale per riportare la situazione a livelli di sicurezza e benessere accettabili.



