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Riforma dell’Osservatorio: nuove competenze per contrastare corruzione e lavoro irregolare

Il Consiglio Valle ha votato la riforma dell'Osservatorio regionale permanente sulla legalità, estendendo ambiti e membri; 29 consiglieri hanno sostenuto la legge, 5 si sono opposti. La riforma prevede anche 30 mila euro dal 2026 per formazione e attività tecnico-scientifiche.

Riforma dell’Osservatorio: nuove competenze per contrastare corruzione e lavoro irregolare

Il consiglio valle ha approvato a larga maggioranza una legge che ridefinisce ruolo e composizione dell’Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso. La proposta, depositata dall’Ufficio di Presidenza e modificata dall’I Commissione (Istituzioni e Autonomia)ha ottenuto il voto favorevole di 29 consiglieri e il contrappeso di 5 voti contrari. Le modifiche intervengono sui compiti operativi dell’ente, sugli attori coinvolti e sulle risorse dedicate alle attività di supporto.

Estensione delle competenze: nuovi ambiti d’intervento

La riforma amplia i temi di competenza dell’Osservatorioche oltre ai tradizionali strumenti di monitoraggio della criminalità organizzata si occuperà anche di lavoro irregolarecorruzione e riciclaggio. Con questa scelta il legislatore regionale riconosce che i fenomeni criminali moderni non si limitano più a pratiche mafiose classiche, ma si intrecciano a economie sommerse e ad illeciti finanziari. L’inclusione di questi settori consente di orientare le attività di sorveglianza e prevenzione verso fronti più ampi e integrati.

Il significato di nuovi ambiti

Per lavoro irregolare si intende quell’insieme di pratiche che sottraggono tutele e contribuzioni ai lavoratori; la presenza dell’Osservatorio in questo campo vuole favorire analisi e protocolli condivisi con enti locali e operatori. Analogamente, l’inserimento di corruzione e riciclaggio come materie di interesse permette di combinare strumenti investigativi, formativi e di prevenzione, rafforzando il contrasto alle vulnerabilità amministrative ed economiche sul territorio valdostano.

Nuova composizione: amministrazione, associazioni e collegamenti istituzionali

La norma introduce nella composizione dell’Osservatorio gli Assessori regionali competenti in materia di istruzione e politiche socialiampliando la rappresentanza istituzionale. Saranno inoltre coinvolte le associazioni ambientalisteche si aggiungono alle realtà già presenti come quelle impegnate nell’antimafianell’antiusuranell’antiracket e nella tutela dei consumatori. Questo allargamento punta a creare un network più articolato tra istituzioni e società civile.

Contestualmente la riforma prevede il rafforzamento dei collegamenti con tavoli e organismi istituzionali attraverso la possibilità di stipulare protocolli di collaborazione e ricorrere a consulenze specialistiche. Viene superato il precedente Comitato tecnico per semplificare la governance dell’Osservatorio e rendere più immediata l’azione operativa.

Risorse, supporto tecnico-scientifico e obiettivi dichiarati

Tra le novità finanziarie figura lo stanziamento, a partire dal 2026di 30 mila euro destinati a formazionesensibilizzazione e supporto tecnico-scientifico. L’iniziativa sottolinea la volontà di dotare l’ente di strumenti concreti per attività di aggiornamento metodologico e per interventi sul territorio.

Nel corso della presentazione in Aula la relatrice Loredana Petey (Union Valdôtaine) ha sintetizzato gli obiettivi della riforma: più rappresentatività e maggiore operatività dell’organismo. Petey ha indicato tre punti chiave: ampliare la rete territoriale e la rappresentanza, chiarire e rendere più operative le funzioni istituzionali e potenziare il supporto tecnico, scientifico e metodologico alle attività svolte.

La proposta originaria era stata depositata dall’Ufficio di Presidenzache comprende i nomi di Stefano AggraviLoredana PeteyMassimo LattanziLaurent Viérin e Corrado Bellorae successivamente integrata dalla I Commissione (Istituzioni e Autonomia) dopo il confronto tra i gruppi consiliari. In Aula il provvedimento ha raccolto il sostegno di Union Valdôtaine, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Vallée d’Aoste, La Renaissance Valdôtaine e Autonomisti di Centro, mentre Pd-Fp e Alleanza Verdi Sinistra hanno votato contro, segnando 29 voti favorevoli e 5 voti contrari.

Con questa riforma la Valle d’Aosta si dota di uno strumento più ampio e aggiornato per mappare, prevenire e intervenire su fenomeni che interessano non solo la criminalità organizzata tradizionale, ma anche pratiche illecite connessse all’economia e alla gestione pubblica. L’assetto rinnovato punta a integrare competenze tecniche, saperi scientifici e reti associative per un’azione più coordinata sul territorio regionale.

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