7 novembre 2026 ☁ 11°

Morte di un lupo a Brusson e dibattito sulla gestione europea

Un lupo trovato morto a Brusson ha scatenato indagini del Corpo forestale e riaperto il dibattito sulla normativa europea e sul piano regionale di controllo del predatore.

Morte di un lupo a Brusson e dibattito sulla gestione europea

Negli ultimi giorni le autorità hanno confermato il ritrovamento di un lupo senza vita nel territorio del comune di Brusson. Il corpo dell’animale è stato segnalato dalle forze forestali, che hanno immediatamente isolato il luogo e avviato le prime verifiche sullo stato di conservazione della carcassa.

Il Corpo forestale della Valle d’Aosta ha assunto la responsabilità delle indagini preliminari, ma, al momento, non ha escluso alcuna ipotesi sulla causa del decesso. Per determinare le ragioni della morte, il caso è stato affidato a laboratori specializzati, tra cui il Cermas del Istituto zooprofilattico sperimentale, che effettuerà gli esami necrotici e eventuali test diagnostici.

Ritrovamento a Brusson e procedimento investigativo

Il reperimento dell’animale è avvenuto in una zona di montagna, tipica dei percorsi migratori del predatore. Dopo il segnalazione, i tecnici hanno provveduto alla raccolta di campioni su cui saranno condotti esami microbiologici, virologici e tossicologici. Queste analisi serviranno a capire se la morte sia stata causata da cause naturali, da infezioni o da interventi esterni.

Ruolo del Cermas e dell’Istituto zooprofilattico

Il Cermas (Centro di referenza nazionale per le malattie degli animali selvatici) è l’ente di riferimento per le patologie felini e canidi in Italia. In collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale, fornirà un quadro completo delle eventuali patologie presenti nella carcassa, consentendo di escludere o confermare la presenza di agenti patogeni che possano aver influito sull’esito fatale.

Quadro normativo europeo sulla protezione del lupo

Dopo il via libera dato dalla Convenzione di Berna, l’Unione europea ha modificato la direttiva Habitat, passando dalla classificazione “rigorosamente protetta” a quella di “specie protetta”. Questa revisione, recepita in Italia con un decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale a gennaio, consente, in casi eccezionali, l’abbattimento del lupo solo dopo aver dimostrato danni rilevanti e aver adottato misure preventive, sempre previa valutazione dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

Piano regionale di controllo del lupo in Valle d’Aosta

Il 18 settembre la Giunta della Valle d’Aosta ha approvato definitivamente il Piano regionale di controllo del lupo, dopo il parere favorevole dell’Ispra e della Consulta faunistica regionale. Il documento indica le linee guida per il monitoraggio della popolazione, le azioni di dissuasione e le condizioni in cui è possibile procedere a un eventuale abbattimento, rispettando i criteri stabiliti dalla normativa europea.

L’assessora all’Agricoltura, Speranza Girod, ha definito il piano come uno strumento basato su criteri tecnici, volto a proteggere persone, animali domestici e attività zootecniche, ponendo la prevenzione come punto di partenza. La combinazione tra indagini locali sul lupo trovato a Brusson e la cornice normativa più ampia rende il caso un punto di riferimento per la gestione della fauna selvatica nella regione.

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