Il 13 giugno 2026 il Monte Rosa ha ospitato una giornata di skyrunning ad alta quota contrassegnata da vento e decisioni di sicurezza. L’ascesa prevista fino a 4.554m è stata interrotta e il traguardo della prova più lunga è stato fissato al Colle del Lysa 4.200m: una scelta operativa che ha ristretto il percorso ma non ha intaccato lo spettacolo sportivo e la qualità delle prestazioni.
Nonostante la versione ridotta della gara, la manifestazione ha mantenuto quattro competizioni oltre i 3.000m e ha visto la partecipazione di atleti provenienti da 34 nazioni, con 664 concorrenti iscritti e quasi 2.000 spettatori tra Alagna Valsesia e Gressoney lungo i tracciati.
SkyMarathon accorciata: Boffelli e Delorenzi al traguardo del Colle del Lys
La Monte Rosa SkyMarathon è stata la prova simbolo della giornata: per ragioni di sicurezza l’itinerario originario che raggiunge la vetta più alta d’Europa è stato interrotto, replicando l’esito della prima edizione disputata in quella zona nel 1992. Sulla linea di arrivo al Colle del Lys hanno prevalso l’italiano William Boffelli e lo svizzero Roberto Delorenzicon il tempo ufficiale riportato di 4h16’58” per la coppia vincente. Per Boffelli si tratta del suo settimo successo nella gara, un traguardo che conferma il suo legame con questa manifestazione.
Commentando la decisione di accorciare la prova, Boffelli ha detto: “È stata una giornata straordinaria” e ha aggiunto: “Naturally ci dispiace non aver raggiunto la vetta; ma accorciare la gara è stata la decisione giusta; avremo un’altra occasione per salire in cima, quando il meteo lo permetterà“. (citazione riportata nelle dichiarazioni ufficiali).
Dati e classifiche principali della SkyMarathon
La classifica maschile ha visto al secondo posto la coppia formata da Luka Kovacic e Pascal Egli in 4h32’25”seguiti da Kilian Rettensteiner e Silas Walter in 4h38’50”. Tra le donne la vittoria è andata alla coppia Hillary Gerardi e Ida Nilsson in 5h36’13”con al secondo posto le svedesi gemelle Sanna El Kott e Lina El Kott in 6h17’58”. Nella categoria mista hanno primeggiato i polacchi Justyna Kowalczyk-Tekieli e Jan Elantkowski in 5h40’34”.
Le altre gare: SkySummit, SkyRace e AMA VK2
La giornata ha proposto anche la SkySummituna prova in sola salita con obbligo di cordata, e la nuova Monte Rosa SkyRace pensata per atleti individuali, il cui punto di svolta era al Rifugio Gnifetti a 3.647m, scelto per limitare l’esposizione ai venti forti. In aggiunta si è disputato il doppio Vertical Kilometer AMA VK2breve ma intenso.
Nella SkySummit i migliori tempi maschili sono stati quelli del connubio elvetico-italiano formato da Fiorillo Camesi e Marcello Ugazio con il crono di 2h52’20”. Tra le donne la coppia vincente è stata la squadra italiana composta da Giulia Compagnoni e Corinna Ghirardi in 3h33’39”. I risultati misti hanno premiato gli svizzeri Victoria Kreuzer e Martin Anthamatten con 3h32’09”.
La nuova Monte Rosa SkyRacecon il giro di boa al Rifugio Gnifettiha visto la vittoria individuale di Daniel Antonioli tra gli uomini in 3h10’35” e della gallese Carys Mai Hughes tra le donne in 4h59’00”la partecipazione di Hughes è stata una sorpresa, dato che si è iscritta all’ultimo momento.
Infine l’AMA VK2 è stata conquistata da Marco Magistro in campo maschile con 1h48’30” e dalla francese Sabine Ehrstrom tra le donne con 2h12’51”chiudendo così un palinsesto di gare che ha messo alla prova velocità, tecnica e resistenza ad alta quota.
Presenze, pubblico e rilievo internazionale
La manifestazione ha celebrato l’ottava edizione dalla rinascita della competizione con numeri in crescita: 664 atleti iscritti provenienti da un record di 34 nazioni e quasi 2.000 spettatori sulle linee di percorso, favoriti dall’accessibilità offerta anche dalla funivia che sale fino a 3.260m. L’evento ha consolidato il proprio richiamo internazionale e la capacità organizzativa in condizioni di alta montagna.
La decisione di non proseguire fino alla vetta a 4.554m è stata dettata dalla necessità di tutela degli atleti e degli staff: l’itinerario interrotto al Colle del Lys ha permesso di concludere le gare in sicurezza, preservando al contempo il valore sportivo e competitivo delle prove.



