Le unità di ricerca cinesi Xuelong e Xuelong 2 conosciute anche con i nomi di Snow Dragon e Snow Dragon 2, hanno approdato oggi al porto di Shanghai. Dopo quasi tre mesi trascorsi a solcare le acque gelide dell’Oceano Artico le navi hanno completato la 16ª spedizione organizzata dal ministero delle Risorse Naturali.
Il ritorno delle due rompighiaccio segna la chiusura di una fase cruciale di indagini ambientali, monitoraggi estesi e collaborazioni internazionali volte a capire le dinamiche del clima polare. Le operazioni svolte hanno spinto al nuovo massimo sia per la portata territoriale coperta sia per il numero totale delle attività scientifiche eseguite.
Rientro a Shanghai delle unità Xuelong e Xuelong 2
All’arrivo al molo, gli equipaggi hanno presentato una serie di dati che evidenziano progressi significativi nella conoscenza delle condizioni artiche. Tra le misurazioni più rilevanti spiccano i rilevamenti di spessore del ghiaccio, le variazioni di temperatura dell’acqua e le osservazioni sulla biodiversità microbica. Questi risultati, peraltro, sono stati ottenuti grazie a apparati di ultima generazione installati a bordo delle navi.
Obiettivi raggiunti e risultati scientifici della 16ª spedizione
Le missioni hanno prodotto una massa di informazioni che consente di approfondire la comprensione dell’cambiamento climatico globale. Sono state pubblicate nuove scoperte in ambito geofisico, si è registrato un avanzamento teorico decisivo e sono stati testati prototipi di sensori per la rilevazione a lungo termine. Tutto ciò rappresenta un sostegno concreto alle strategie di sviluppo sostenibile nell’Artico.
Test tecnologici e applicazioni pratiche
Durante il percorso, le navi hanno sperimentato diverse piattaforme di raccolta dati, dimostrando la fattibilità di tecnologie autonome in ambienti estremi. Le attrezzature testate hanno mostrato una resilienza superiore alle condizioni di gelo e di tempeste artiche, aprendo la strada a future missioni più ambiziose.
Le altre navi della missione: Jidi e Tansuo-3
Oltre a Xuelong e Xuelong 2, la spedizione ha coinvolto altre due imbarcazioni: Jidi e Tansuo-3. Al momento, entrambe sono ancora impegnate in attività di ricerca sul campo e il loro ritorno è previsto per metà ottobre. Anche queste unità stanno contribuendo al quadro complessivo di dati, focalizzandosi su studi oceanografici e su rilevamenti atmosferici complementari.



