L’estate 2026 ha confermato l’attrattiva delle zone alpine e appenniniche, come evidenziato dall’indagine condotta dall’Uncem sulla stagione turistica. I numeri mostrano un incremento degli arrivi, soprattutto nei comuni montani e nelle valli, ma il rapporto va oltre la semplice conta dei visitatori: esso evidenzia le richieste dei territori per trasformare la presenza stagionale in una crescita sostenibile.
Le autorità locali, gli operatori e i residenti concordano sul fatto che l’afflusso deve tradursi in occupazioneservizi e infrastrutture di qualità, affinché la montagna possa prosperare durante i dodici mesi dell’anno, non solo nei mesi estivi.
Afflusso turistico e valutazione della stagione
Alla domanda sulla qualità complessiva dei mesi di giugno, luglio e agosto, il 43,9% degli intervistati ha assegnato un punteggio 4 su 5, mentre il 18,8% ha attribuito il massimo, 5. In totale, il 62,7% ha espresso una valutazione alta o molto alta. Per quanto riguarda la percezione dell’andamento rispetto alle stagioni precedenti, il 47,8% ha riscontrato un aumento dei turisti, il 41,2% non ha rilevato variazioni e l’11% non è stato in grado di esprimersi.
Riscontri degli operatori ricettivi
Il 53,6% dei gestori di hotel, campeggi e ristoranti ha riferito giudizi positivi sulla stagione, contro il 19,9% che ha segnalato valutazioni negative; il 26,5% non disponeva di dati sufficienti. Inoltre, il 73,1% ritiene che il proprio territorio possieda una forte vocazione turistica confermando il potenziale di sviluppo del settore.
Priorità territoriali: sinergie, infrastrutture e offerta
Il sondaggio ha messo in luce le esigenze più sentite dai comuni di montagna. Il 50,6% degli intervistati ha indicato come priorità la creazione di una maggiore sinergia tra associazioni locali, amministrazioni comunali e imprese. Seguono le richieste di strutture ricettive più moderne (42,2%), una maggiore cura dei versanti montani (41,7%) e il potenziamento delle strade (33,9%). Un ulteriore 32,8% ha chiesto una più intensa attività di promozione e marketing, mentre il 18,9% desidera ristoranti più innovativi e il 13,3% più eventi culturali e sportivi.
Investimenti richiesti per una crescita sostenibile
Le esigenze sopra elencate tradiscono una visione di sviluppo integrato: migliorare le strutture ricettive, curare l’ambiente naturale, rendere le vie di accesso più sicure e investire in comunicazione sono tutti elementi che, se realizzati, potrebbero trasformare i picchi di afflusso in una vera dinamica economica per le comunità alpine.
Promozione istituzionale, investimenti privati e gestione dei flussi
Solo il 39,7% dei partecipanti ritiene che il proprio comune o valle abbia beneficiato di campagne promozionali regionali, dell’ENIT o del Ministero del Turismo; il 30,7% risponde negativamente e il 29,6% non è in grado di valutare. Per quanto riguarda gli investimenti privati, il 22,7% segnala operatori intenzionati a investire, ma il 18,2% indica che mancano le risorse finanziarie necessarie, mentre il 40,3% non dispone di informazioni sufficienti.
Il fenomeno dell’overtourism non appare uniforme: il 54,7% degli intervistati non percepisce problemi di presenze eccessive, ma il 38,7% ritiene il contrario. Inoltre, soltanto il 27,9% conferma l’esistenza di strumenti di gestione per regolare eventuali flussi eccessivi, lasciando il 49,7% senza supporti adeguati.



