Quando un incidente avviene in alta montagna in Valle d’Aosta, la rapidità e la precisione della chiamata al 112 possono cambiare l’esito dell’intervento. In quota, dove il meteo muta in minuti e le distanze raddoppiano, ogni dettaglio utile accelera l’arrivo del Soccorso Alpino e coordina le risorse. Questa guida spiega come comunicare la posizione esatta quali informazioni dare e cosa fare nell’attesa, anche in condizioni di scarsa copertura.
Il territorio valdostano è complesso: ghiacciai, creste e valloni rendono difficile individuare un punto. Sapere come condividere le coordinate GPS usare un’app dedicata e impostare segnali visivi/acustici standard riduce gli errori e evita duplicazioni di squadre. L’obiettivo è fornire una procedura chiara e ripetibile per chi pratica escursionismo, sci-alpinismo o alpinismo in zona Aosta.
Preparare la chiamata: coordinate e posizione in Valle d’Aosta
Prima di chiamare, se il telefono lo consente, attivare il GPS e rilevare la posizione. Preferire coordinate in formato decimale (es. 45.734567, 7.312345) o UTM evitando descrizioni vaghe. Indicare sempre: nome del sentiero o via, versante (nord/sud), quota stimata, punto notevole vicino (bivacco, colle, rifugio, vallone). Una cartina cartacea o una mappa offline su smartphone aiuta a individuare il toponimo corretto. Se si è in un canale o su una parete riferire la lunghezza della via già percorsa e l’ultimo ancoraggio noto.
In assenza di GPS, usare punti di riferimento: “cresta a ovest del Colle X”, “circa 300 m sopra il Rifugio Y”, “nevai sotto la parete Z”. Semplificare la geografia: un’indicazione chiara è più utile di un elenco di cime. Ricordare che l’elicottero potrebbe operare con visibilità ridotta una posizione precisa limita ricognizioni lunghe e la necessità di squadre terrestri su più accessi.
Cosa dire al 112: descrizione, dinamica, priorità
Al contatto con il 112 rispondere con frasi brevi e ordinate. Indicare subito: numero di persone coinvolte, età approssimativa, condizioni (cosciente, respiro presente, sanguinamento), rischio in atto (caduta, valanga ipotermia, esposizione). Seguire con la dinamica: tipo di attività (escursione, alpinismo sci), ora dell’evento, attrezzatura disponibile, meteo sul posto e visibilità. Specificare se ci sono minori o persone con patologie note.
Dare priorità alle informazioni vitali: emorragie, problemi respiratori, perdita di coscienza. Se le condizioni cambiano durante la telefonata, aggiornare. Dichiarare se si vede un’area adatta all’atterraggio o un punto di verricello, eventuali ostacoli (cavi, crepacci cornicioni). Evitare dettagli non essenziali, mantenere il tono calmo. Il centralino raccoglie dati per attivare CNSAS, Vigili del Fuoco, SAGF e, se necessario, elisoccorso.
Procedura passo-passo della chiamata: sequenza operativa
- Mettere in sicurezza il gruppo: allontanarsi da scariche cornicioni, canali valanghivi. Indossare strati caldi, guanti, guscio.
- Verificare copertura: provare chiamata al 112. Se il proprio operatore è assente, il 112 può instradarsi su rete di altro operatore.
- Attivare GPS e raccogliere coordinate: formato decimale preferito. Preparare nome del vallone, quota e punti di riferimento.
- Fornire quadro clinico: coscienza, respiro, sanguinamento mobilità. Segnalare farmaci o allergie se note.
- Descrivere dinamica e rischi residui: caduta di massi, ghiaccio vivo vento forte, nebbia.
- Indicare accessi utili: sentiero, canale pianori per verricello, ostacoli in avvicinamento.
- Concordare comportamenti in attesa: posizione visibile, segnali, telefono suonante, risparmio batteria.
- Restare reperibili: non spostarsi se non indicato; inviare SMS di coordinate se richiesto.
In attesa dei soccorsi: sicurezza, segnali visivi/acustici
Stabilizzare l’infortunato con isolamento termico bevande calde se cosciente, compressione su emorragie, immobilizzazione improvvisata. Ridurre il numero di persone esposte al rischio: un solo componente si muove per valutare la visibilità dell’elicottero, gli altri restano in sicurezza. Preparare segnali visivi telo colorato, giacca ad alta visibilità, luce frontale in modalità strobo, specchietto per riflessi solari.
Creare segnali acustici regolari: sei fischi o colpi ogni minuto per richiesta di aiuto, rispondere con tre per conferma. Evitare dispersione: non allontanarsi dalla posizione comunicata salvo pericolo immediato. Conservare batteria: disattivare app non necessarie, abbassare luminosità, mantenere il telefono caldo vicino al corpo. Se il meteo peggiora, predisporre un riparo e indicare eventuali punti di evacuazione.
Usare l’app di emergenza: 112 Where ARE U e alternative offline
L’app 112 Where ARE U consente di inviare automaticamente coordinate GPS al centrino, velocizzando la localizzazione. Prima di partire, scaricarla e autorizzare l’accesso alla posizione. In chiamata, seguire le istruzioni dell’app e mantenere linea aperta. In zone con copertura debole un SMS con coordinate decimali può essere richiesto dai soccorsi: preparare il testo in bozza e verificare che il GPS sia attivo.
Portare una mappa offline su app di cartografia e una power bank. Se lo smartphone è guasto, tornare ai fondamentali: cartina, bussola, altimetro; descrivere quota versante e punto notevole. Alcuni smartwatch salvano waypoint recuperare la posizione e comunicarla. Ricordare che la precisione della posizione migliora con cielo aperto e GPS attivo da alcuni minuti.
Segnali standard in alta quota: codici visivi e acustici
In ambito alpino valgono codici condivisi. Richiesta di aiuto: sei segnali al minuto (fischi, luci, braccia aperte ripetute), pausa un minuto e ripetizione. Risposta: tre segnali al minuto. Dal suolo, posizione “Y” con braccia alzate indica “sì, necessito aiuto”; posizione “N” con un braccio alzato e l’altro disteso orizzontalmente indica “no, non serve”. Di notte, usare frontale in modalità strobo e tracciare cerchi ampi; di giorno, preferire contrasti cromatici su neve o roccia.
Per l’elicottero: ripiegare materiali che possono volare assicurare caschi e zaini, evitare di avvicinarsi al rotore. Segnalare ostacoli con movimenti ampi, stare sopravento al punto di verricello se indicato. In terreni glaciali, marcare il bordo dei crepacci con bastoncini o corde visibili. Seguire sempre le indicazioni del tecnico di elisoccorso, mantenendo canale telefonico o visivo libero da interferenze.



