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Emergenza carcere di Aosta: disordini, incendi e autolesionismo tra i detenuti

Il carcere di Brissogne è al centro di una grave emergenza con episodi di incendi, autolesionismo e proteste. I sindacati denunciano condizioni critiche e chiedono interventi urgenti

Emergenza carcere di Aosta: disordini, incendi e autolesionismo tra i detenuti

Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2026. Il carcere di Brissogne ad Aosta ha registrato disordini, incendi e casi di autolesionismo durante la notte tra il 27 e il 28 agosto e nella mattinata successiva: tre celle sono state distrutte, sono stati appiccati incendi e si sono verificati danni e lanci di oggetti; la visita dei Radicali Italiani è stata sospesa dopo un episodio di autolesionismo. Questo sviluppo ha attirato l’attenzione dei sindacati di polizia penitenziaria che hanno denunciato condizioni critiche e personale sotto forte pressione.

Perché la situazione è considerata grave

La vicenda è rilevante perché i sindacati hanno segnalato condizioni operative e organizzative ritenute insostenibili, con turni e servizi estenuanti per il personale penitenziario; il Sinappe ha descritto l’istituto come arrivato “al punto di non ritorno” mentre l’OSAPP ha parlato di una notte e una mattinata di gravissimi disordini e ha riferito che “si sarebbe sfiorata la rivolta”. I riferimenti a sovraffollamento, assenza di opportunità di lavoro e carenze di organico sono stati evocati come fattori che aggravano il disagio dei detenuti e le tensioni interne.

Dettagli sugli episodi del 27 e 28 agosto e sulle richieste sindacali

La notte tra il 27 e il 28 agosto tre detenuti hanno distrutto completamente le loro celle: due nel reparto B2 e uno nel C1; la tensione è proseguita con battiture, danneggiamenti e lanci di oggetti e il momento più critico è avvenuto intorno a mezzogiorno quando è stato appiccato un incendio e gli agenti della polizia penitenziaria sono intervenuti con gli idranti per spegnere le fiamme. Il Sinappe e l’OSAPP hanno chiesto interventi immediati: il Sinappe ha sollecitato l’assegnazione di un direttore titolare e il rafforzamento dell’organico mentre l’OSAPP, per bocca del segretario generale Leo Beneduci ha chiesto l’avvicendamento dei vertici dell’istituto.

Ruolo dei sindacati e interventi organizzativi

Il vicesegretario regionale del Sinappe, Matteo Ricucci ha denunciato turni di oltre 12 ore e servizi protratti per più di 20 giorni consecutivi, sottolineando l’esaurimento del personale; il segretario nazionale del Sinappe, Raffaele Tuttolomondo ha espresso solidarietà agli agenti e chiesto rinforzi di organico. I sindacati puntano il dito anche sulle condizioni che favoriscono il disagio: mancanza di attività lavorative e percorsi di reinserimento, fattori che, secondo il loro ragionamento, alimentano recidiva e conflitto interno.

Denuncia dei Radicali Italiani e contesto regionale

Il segretario dei Radicali ItalianiFilippo Blengino ha sospeso la visita al carcere descrivendo l’istituto come sempre più un luogo che produce violenza e ha richiamato l’attenzione sul sovraffollamento e sull’assenza di opportunità di lavoro e reinserimento come elementi scatenanti. Nel contesto regionale, va ricordato che la Valle d’Aosta ha recentemente revocato lo stato di eccezionale pericolo per gli incendi boschivi, misura introdotta il 10 luglio 2026 e revocata con il decreto n. 452, ma la revoca riguarda la sicurezza del territorio e non incide direttamente sulle criticità interne al carcere di Brissogne.

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