La tensione tra i sindacati e la direzione della Cogne acciai speciali è raggiunta un punto critico. Fiom, Fim e Uilm hanno proclamato uno sciopero di 8 ore per martedì 7 luglio, in risposta alla decisione dell’azienda di disdire unilateralmente il contratto integrativo aziendale 2026-2026.
Questa scelta, definita di estrema gravità dai sindacati, rappresenta un attacco ai diritti e alle tutele conquistate dai lavoratori nel corso di decenni. La disdetta del contratto, che resterà formalmente in vigore fino al 30 settembre, apre una fase di grave conflitto e conferma la profonda crisi dell’acciaieria valdostana.
Un clima aziendale deteriorato
La disdetta del contratto integrativo non è un evento isolato, ma il culmine di un progressivo deterioramento del clima aziendale. Negli ultimi mesi, si sono moltiplicate le contestazioni disciplinari, alcune delle quali hanno portato a licenziamenti. Inoltre, numerose decisioni sono state assunte unilateralmente dall’azienda, con ricadute dirette sulle condizioni di lavoro e sulle tutele del personale.
Secondo i sindacati, la crisi economica che sta attraversando la Cogne Acciai Speciali non può essere affrontata scaricandone il peso sulle lavoratrici e sui lavoratori. La difesa del contratto integrativo è fondamentale per preservare la dignità delle persone e il futuro di una delle aziende simbolo dell’industria valdostana.
Il presidio davanti alla direzione
Nel giorno dello sciopero, Fiom, Fim e Uilm hanno previsto un presidio davanti alla direzione della Cogne Acciai Speciali, in via Paravera ad Aosta. L’invito a partecipare è esteso a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, con l’obiettivo di dimostrare unità e determinazione di fronte a un attacco ai diritti e alla contrattazione collettiva.
La scelta dell’azienda di disdire il contratto integrativo è vista come un segnale preoccupante anche rispetto allo stato di salute della principale realtà industriale della Valle d'Aosta. Il futuro dell’acciaieria richiede una strategia industriale credibile, investimenti, rilancio produttivo e relazioni industriali fondate sul rispetto reciproco.
La risposta unitaria dei sindacati
Di fronte a un attacco ai diritti e alla contrattazione collettiva, la risposta dei sindacati deve essere unitaria. Difendere il contratto integrativo significa difendere il lavoro, la dignità delle persone e il futuro di una delle aziende simbolo dell’industria valdostana.
Il segretario del Savt Industrie, Zeno Pucchi, ha espresso forte preoccupazione per una scelta unilaterale e non attesa, decisa dal nuovo asset aziendale. La disdetta unilaterale degli accordi è un atto preoccupante, che potrebbe aumentare le tensioni in una fase già difficile per lo stabilimento.
Il Savt Industrie ha annunciato l’intenzione di avviare entro la fine di luglio la procedura per le elezioni della Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU), già scaduta da tempo, al fine di individuare un nuovo interlocutore pienamente legittimato alla stipula del nuovo integrativo.



