Il tema della **chiusura delle gallerie di Signayes e Sorreley** ha infiammato l’ultimo consiglio comunale di Aosta, trasformando il dibattito in un acceso scontro politico tra maggioranza e opposizione. Le minoranze hanno depositato un ordine del giorno unitario, aggiungendo con un emendamento la richiesta ad Avs di valutare un’eventuale ordinanza per il divieto del traffico pesante in centro città, mentre la giunta comunale ha espresso riserve sull’impostazione della discussione. Nel mezzo, si è parlato di numeri, responsabilità e di come comunicare ai cittadini il piano di chiusura per lavori.
La mozione e le preoccupazioni delle minoranze
Le ragioni della proposta, illustrate dalla consigliera della Lega, si sono concentrate sull’impatto sulla viabilità urbana e sul tessuto economico: secondo quanto riportato, l’area interessata registra un flusso medio di circa 600 mezzi all’ora in alcuni momenti, un valore che, agli occhi delle opposizioni, promette ripercussioni pesanti su commerci, servizi e mobilità. È stata ricordata la fase istruttoria che ha portato a valutazioni alternative da parte del gruppo Protos, e non sono mancati attacchi diretti alla Regione, con l’accusa che la decisione fosse già sul tavolo del Presidente fin dal settembre 2026 e che chi ha governato abbia anteposto ragioni politiche a quelle della collettività.
Richiesta di ordinanza per il traffico pesante
Con l’emendamento presentato, le minoranze hanno chiesto a Avs di predisporre un’ordinanza restrittiva per i mezzi pesanti, misura che per alcuni è necessaria per evitare il collasso delle arterie cittadine. La questione ha suscitato commenti ironici ma preoccupati: la consigliera Katya Foletto ha fatto notare la contraddittorietà delle scelte possibili e si è domandata pubblicamente quale sia il criterio per dichiarare lo stato di emergenza, evocando l’ipotesi estrema di più mezzi che ostruiscono i passaggi e impediscono l’intervento dei soccorsi.
Attacchi incrociati e numeri a confronto
Il clima è diventato più teso quando alcuni consiglieri hanno cercato di attribuire responsabilità politiche precise. Il consigliere di Fratelli d'Italia ha richiamato il sindaco sull’eventuale conoscenza della questione da parte dell’assessore alle Opere pubbliche, mentre il capogruppo de La Renaissance ha citato dati pubblicati da Sisex, gestore svizzero del Tunnel del Gran San Bernardo, parlando di oltre 78 mezzi pesanti all’ora senza contare i pullman, e denunciando un possibile danno economico legato alla perdita dei flussi turistici.
Preoccupazioni per soccorsi e commercio
Tra le invocazioni più ricorrenti quella relativa alla continuità dei servizi essenziali: il capogruppo di Forza Italia ha chiesto chiarimenti su come verranno garantiti i tempi di intervento dei mezzi di soccorso, mentre rappresentanti di comuni montani hanno sottolineato che molte attività locali dipendono proprio dal passaggio di mezzi pesanti. Le opposizioni sostengono che il turismo proveniente dalla Svizzera rappresenti una componente economica critica per i commercianti cittadini e che la riduzione dei transiti potrebbe tradursi in perdite significative.
La replica del sindaco e il ruolo del tavolo tecnico
Il sindaco Raffaele Rocco ha risposto alle accuse sostenendo di aver sollevato la questione con fermezza nei tavoli istituzionali e di aver chiesto sin dall’inizio una gestione coordinata delle informazioni. Richiamando i risultati del tavolo tecnico, il sindaco ha definito i dati della Sav come indicativi di una situazione «seria, ma non grave»: sono stati evocate cifre quali circa 200 vetture in più all’ora sulla rete alternativa, pari a circa tre veicoli in più al minuto, e un impatto contenuto dei mezzi pesanti, stimato attorno a una ventina all’ora. Su questa base la giunta predilige un approccio pragmatico fondato su segnaletica e programmazione dei cantieri, invece di misure d’emergenza che rischierebbero di essere impugnate.
Il sindaco ha altresì negato che la discussione debba trasformarsi in uno scontro politico fine a sé stesso, sostenendo di essere stato il primo a portare il tema all’attenzione pubblica e di aver agito da coordinatore del Dipartimento Territorio e Risorse Idriche nel 2026. Pur riconoscendo che si tratta di una “tempesta perfetta” per la viabilità già sotto stress, Rocco ha invitato a lavorare su priorità concrete e sulla comunicazione dei numeri ufficiali, rimandando alcune proposte dell’opposizione come «superate» alla luce delle analisi tecniche.
Il dibattito si è chiuso senza un consenso unanime: il consiglio rimane spaccato tra chi chiede misure più restrittive e chi preferisce soluzioni basate su dati tecnici e coordinamento. Intanto, associazioni e gruppi politici hanno annunciato iniziative informative e un incontro pubblico previsto per giovedì 28 maggio alla quale prenderanno parte esperti e rappresentanti istituzionali, segno che la questione non si esaurirà nel breve periodo e continuerà a influenzare la discussione locale.



