Il 28 maggio 2026 la Casa della Comunità di Donnas ha aperto le sue porte alla popolazione con un open day organizzato dall’Azienda Usl della Valle d’Aosta. L’evento ha offerto l’occasione per far conoscere i nuovi spazi, illustrare i servizi disponibili e avviare un dialogo diretto tra cittadini, operatori e istituzioni su come rendere la sanità territoriale più prossima e funzionale.
Un modello rinnovato per la medicina di prossimità
La struttura nasce come evoluzione dell’ex poliambulatorio: l’obiettivo dichiarato è creare un presidio in grado di gestire molte delle esigenze sanitarie che oggi portano i pazienti all’ospedale Parini di Aosta. Con questo spirito la Casa della Comunità vuole offrire servizi integrati, riducendo il ricorso al ricovero e favorendo percorsi di cura più vicini al domicilio.
Servizi e professionalità presenti
All’interno della Casa operano specialisti in diverse discipline, tra cui ortopedia, cardiologia, ginecologia, pneumologia, geriatria, oncologia, dermatologia e oculistica. Oltre agli ambulatori specialistici sono attivi servizi infermieristici, riabilitativi, consultoriali e amministrativi, nonché attività di assistenza domiciliare e di supporto sociale con assistenti sociali e animatori di comunità.
Accesso e orientamento
Tra le novità figura il punto unico di accesso (PUA), pensato per orientare l’utenza verso i servizi sociali e socio-sanitari regionali, e un ambulatorio ad accesso diretto per garantire continuità assistenziale quando il medico di base non è disponibile. Durante l’open day sono stati allestiti sette punti informativi dove operatori del CUP, infermieri e medici hanno risposto a domande su prenotazioni, percorsi e assistenza domiciliare.
Innovazioni tecnologiche e organizzative
Un elemento distintivo della Casa della Comunità di Donnas è il potenziamento della diagnostica per immagini, finanziata anche con risorse del PNRR. La struttura dispone di una risonanza magnetica aggiornata e di una TAC di ultima generazione, con l’installazione imminente di un nuovo mammografo. La radiologia è gestita in collaborazione con il personale del Parini, che si sposta sul territorio per assicurare i servizi.
Informatizzazione e integrazione ospedale-territorio
L’altra novità cruciale è l’informatizzazione dei percorsi clinici, finalizzata a mettere in relazione la Casa della Comunità con l’ospedale Parini. Questo sistema digitale punta a favorire la comunicazione tra professionisti evitando il pendolarismo dei pazienti per ricette e visite e a creare percorsi di cura più lineari e condivisi.
Criticità, organico e prospettive
Nonostante i progressi, i responsabili sanitari hanno riconosciuto alcune criticità. La carenza di personale rimane un problema: il sotto organico non consente ancora l’uso della TAC per le urgenze, sebbene l’ambulatorio funzioni in modo continuativo per utenti provenienti dall’intera Valle d’Aosta. Per questo motivo il rafforzamento delle risorse umane è tra gli obiettivi principali per rendere stabile l’offerta.
Obiettivi di sistema
Durante l’incontro pubblico il direttore sanitario Mauro Occhi e la direttrice del Distretto 2 Hélène Impérial hanno sottolineato la volontà di consolidare il modello delle Case della Comunità come presidio di prossimità. L’assessore Carlo Marzi ha ribadito l’impegno a «mettere la persona al centro», promuovendo una rete che integri sanità e servizi sociali e lavori per ridurre i ricoveri evitabili.
Il valore dell’ascolto e il ruolo dei cittadini
L’open day non è stato solo una vetrina: i partecipanti hanno potuto lasciare feedback e compilare schede, anonime o firmate, per contribuire alla definizione dei percorsi. Questo approccio partecipativo mira a trasformare il cittadino da semplice destinatario in interlocutore attivo, favorendo una relazione più trasparente e funzionale con il sistema sanitario.
La Casa della Comunità di Donnas è una delle quattro presenti in Valle d’Aosta e figura tra le due identificate ad alta intensità. Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla capacità di mantenere continuità, investire nelle persone e tradurre gli strumenti digitali e tecnici in servizi concreti e accessibili per chi vive nella bassa Valle.



