La Regione Valle d'Aosta comunica di avere raggiunto una copertura pressoché totale dei bovini adulti nella campagna contro la dermatite nodulare contagiosa. I servizi regionali hanno condotto l’intervento con il coordinamento tra l’assessorato alla Sanità e quello all’Agricoltura, il supporto dell’Usl VdA e la collaborazione degli allevatori e delle associazioni di categoria.
Parallelamente al completamento della vaccinazione degli adulti, la Regione ha attivato la somministrazione preventiva ai capi in ingresso sul territorio, con particolare attenzione agli animali provenienti dal Piemonte. Nel frattempo è stata inoltrata al Ministero della Salute una richiesta formale per poter estendere la profilassi anche ai vitelli, strategie che mirano a ridurre il rischio di nuovi focolai.
Il progresso della campagna e la rete di intervento
Il risultato ottenuto nasce da un’azione coordinata e continuativa iniziata durante l’emergenza dello scorso anno e consolidata nei mesi successivi: progetto, logistica e comunicazione sono stati armonizzati per garantire rapidità e efficacia. La Regione sottolinea come la partecipazione degli allevatori sia stata determinante, perché la protezione delle singole aziende equivale a quella dell’intero comparto zootecnico regionale. Questa sinergia ha permesso di raggiungere una copertura estesa in tempi contenuti senza compromettere la qualità degli interventi veterinari.
Vaccinazioni sui capi in ingresso
Per ridurre il rischio di reintroduzione del virus, la Regione ha dato priorità alla vaccinazione dei capi che entrano in Valle d’Aosta, con attenzione particolare a quelli provenienti dal Piemonte. Questa misura preventiva è pensata come barriera territoriale: vaccinare gli animali all’ingresso significa abbassare la probabilità di trasmissione e contenere eventuali contagi. Il monitoraggio degli spostamenti, insieme all’immunizzazione mirata, rappresenta un approccio di biosicurezza che integra la campagna vaccinale sul territorio.
La richiesta al Ministero e il caso dei vitelli
Rilevando episodi della malattia anche in soggetti molto giovani in altre regioni, la Valle d’Aosta ha chiesto al Ministero della Salute una deroga per poter vaccinare i vitelli nati da madri vaccinate e quelli sotto i sei mesi. In parallelo, è in valutazione l’ipotesi di anticipare la vaccinazione ai tre mesi di età, misura suggerita dall’analisi dei casi osservati in altre aree. La richiesta al Ministero è motivata dalla volontà di proteggere la quasi totalità dei giovani bovini valdostani e prevenire così nuove ondate epidemiche.
Confronto tecnico con EUVET
Sul piano tecnico la Regione ha avviato un dialogo con EUVET, il team europeo di emergenza veterinaria, per ottenere pareri e linee guida operative. Questo confronto mira a valutare la sicurezza e l’efficacia di un’estensione della profilassi ai vitelli e a definire protocolli chiari per l’implementazione. Il coinvolgimento di esperti europei assicura che le decisioni siano basate su evidenze scientifiche e adeguate alla tutela del patrimonio zootecnico regionale.
Gestione delle tensioni e prospettive future
Durante le attività sul territorio si sono verificati alcuni episodi isolati di comportamento scorretto nei confronti del personale veterinario e delle istituzioni: la Regione li definisce inaccettabili e privi di fondamento, ma precisa che non hanno influito in modo significativo sul prosieguo della campagna. L’assessorato rivolge un ringraziamento esplicito agli allevatori che hanno collaborato, evidenziando come il successo dipenda da scelte consapevoli e dall’impegno condiviso. Guardando avanti, l’obiettivo rimane consolidare la protezione del comparto e mantenere attive le misure di controllo e sorveglianza.



