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Granata esplode al poligono di Saumont: due militari trasportati in ospedale

Un'allieva e il suo istruttore sono stati coinvolti nell'esplosione di un ordigno al poligono di Saumont; entrambe le persone sono ricoverate ma non in pericolo di vita

Granata esplode al poligono di Saumont: due militari trasportati in ospedale

Nel pomeriggio del 20 maggio una sessione di addestramento al poligono militare di Saumont, ad Aosta, è stata interrotta da un incidente: una granata è esplosa dopo essere caduta accidentalmente durante una manovra. Sul posto sono intervenuti i mezzi di soccorso del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri, che hanno provveduto ai primi rilievi. L’evento ha coinvolto una giovane allieva e il suo istruttore, entrambi trasferiti all’ospedale Parini di Aosta, struttura conosciuta anche come ospedale regionale, dove sono tuttora ricoverati.

Fortunatamente le condizioni cliniche dei due feriti non risultano gravi, ma l’accaduto ha già acceso un dibattito sulle pratiche di sicurezza nelle esercitazioni con materiale esplosivo. Le autorità militari e gli inquirenti hanno avviato verifiche per ricostruire la dinamica e capire se le procedure operative sono state rispettate. In attesa dei risultati delle indagini, l’episodio è stato interpretato come un campanello d’allarme sulla gestione del rischio durante l’addestramento pratico.

La dinamica dell’incidente

Le prime ricostruzioni indicano che l’incidente è avvenuto intorno alle 15:30 del 20 maggio, durante una fase pratica dell’esercitazione. Secondo i rilievi iniziali, l’allieva avrebbe perso il controllo dell’ordigno, facendolo cadere accidentalmente. L’istruttore, presente per supervisionare la manovra, è intervenuto tempestivamente nel tentativo di allontanare la granata dal resto del gruppo. Il dispositivo è esploso durante questo intervento, causando lesioni a entrambi. Gli elementi raccolti sul luogo serviranno a chiarire se si sia trattato di un malfunzionamento dell’ordigno, di un errore umano o di una combinazione di fattori.

Intervento immediato e ruolo del personale

La pronta reazione dell’istruttore e degli altri presenti ha limitato il numero dei feriti e ha permesso di isolare rapidamente l’area. Il personale presente ha attivato i protocolli di emergenza, contattando il 118 per i soccorsi e segnalando la necessità di supporto ai vigili del fuoco. I carabinieri hanno eseguito sopralluoghi tecnici per ricostruire la scena, mentre la polizia militare ha preso in carico gli accertamenti specifici relativi alla gestione del materiale bellico. In queste fasi è cruciale distinguere tra la sequenza degli eventi e le responsabilità operative.

Soccorso e condizioni dei feriti

I due militari sono stati trasferiti all’ospedale Parini di Aosta, dove il personale sanitario ha effettuato i primi interventi e le valutazioni necessarie. Al momento i medici riferiscono che le condizioni non sono gravi e che non sussiste rischio di vita. Il ricovero consente comunque di monitorare eventuali complicazioni e di eseguire accertamenti più approfonditi. L’attenzione è focalizzata sulla stabilizzazione clinica e sulla documentazione delle lesioni, informazioni che potranno essere utili anche alle indagini e alle eventuali revisioni delle procedure d’addestramento.

Quadro clinico e follow-up

Il personale sanitario ha adottato tutte le misure per garantire un monitoraggio costante dei pazienti, con esami strumentali e valutazioni specialistica. La prognosi resta favorevole, seppure soggetta agli sviluppi clinici delle prossime ore. Oltre alla cura, il team medico ha predisposto il trasferimento in reparti adeguati per il follow-up e per la riabilitazione se necessaria. Questo passaggio è fondamentale per assicurare che eventuali sequele vengano identificate e trattate tempestivamente.

Indagini in corso e riflessioni sulla sicurezza

Sul luogo dell’incidente si sono recati gli organi competenti per avviare le verifiche: i carabinieri hanno eseguito i rilievi tecnici, mentre la polizia militare ha preso in carico le indagini sul rispetto delle procedure operative. L’evento ha posto sotto i riflettori la gestione del materiale bellico nelle attività di addestramento, aprendo domande sulle procedure, sulla formazione degli allievi e sulla supervisione dei tutor. Le autorità valuteranno se siano necessari aggiustamenti normativi o interventi organizzativi per ridurre il rischio di incidenti analoghi.

Verso possibili cambiamenti organizzativi

Il dibattito che seguirà l’accaduto potrebbe portare a revisioni nei protocolli di manipolazione degli ordigni, a corsi di aggiornamento per gli istruttori e a simulazioni più stringenti delle manovre pratiche. In particolare, la chiarezza sulle responsabilità e la verifica delle attrezzature saranno aspetti centrali delle indagini. Il confronto tra i risultati tecnici e le pratiche operative quotidiane definirà se intervenire su strumenti, procedure o formazione per aumentare la sicurezza nei poligoni e ridurre la probabilità di incidenti futuri.