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Ricostruzione di Valnontey, perché la minoranza vuole un ponte unico e scelte nette

La minoranza di Cogne sollecita decisioni chiare sul futuro della frazione di Valnontey: ponte unico vicino all’attraversamento esistente, ZTL e tutela del paesaggio sono al centro della risoluzione presentata in consiglio comunale.

Ricostruzione di Valnontey, perché la minoranza vuole un ponte unico e scelte nette

La ricostruzione di Valnontey dopo l’alluvione del 29 e 30 giugno 2026 continua a dividere l’opinione pubblica e i gruppi politici locali. Nei recenti passaggi istituzionali il nodo centrale è la collocazione del nuovo attraversamento sul torrente Valnontey: la Giunta ha definito indirizzi generali, ma la minoranza chiede che la scelta finale sia politica e non affidata solo alle successive fasi progettuali.

Il gruppo di opposizione Ensemble pour l’avenir de Cogne ha formalizzato la propria posizione durante il consiglio comunale in cui è stato discusso il Documento di indirizzo alla progettazione e il Quadro esigenziale per la frazione. La richiesta è netta: indicare esplicitamente il vincolo progettuale per la realizzazione di un ponte unico vicino al sito attuale, capace di ospitare sia il traffico veicolare sia i percorsi pedonali e ciclabili.

Le ragioni politiche della minoranza

Secondo i consiglieri Franco Allera, Zede Focaraccio, Mirko Carlesso e Giuseppe Cutano, lasciare aperte due alternative — un ponte unico oppure la delocalizzazione del ponte carrabile a valle con una passerella separata — equivale a rinunciare a una scelta politica chiara. La risoluzione presentata al consiglio sollecita il Sindaco e la Giunta a assumersi la responsabilità politica e a inserire nel Documento di indirizzo il vincolo per il ponte unico, evitando che la decisione venga delegata completamente ai progettisti esterni.

Unità della frazione e gestione delle risorse

La minoranza sostiene che il ponte unico sia la soluzione più equilibrata e sostenibile: garantirebbe la continuità urbana di Valnontey, tutelerebbe l’assetto storico-logistico del borgo, ridurrebbe duplicazioni infrastrutturali e consentirebbe un uso più efficiente delle risorse pubbliche. Inoltre, secondo gli oppositori, un indirizzo politico chiaro eviterebbe incertezze per residenti e operatori economici e il rischio di scelte progettuali non condivise dalla comunità.

Le scelte della Giunta e i principi del quadro esigenziale

La Giunta comunale, il 26 marzo 2026, ha approvato tre documenti strategici per la ricostruzione post alluvione: il quadro esigenziale per Valnontey, e due Documenti di indirizzo alla progettazione per interventi sull’acquedotto (Arpisson e Bouva) e per opere paramassi lungo la strada per Lillaz. Il quadro per Valnontey non fissa soluzioni definitive, ma indica principi e obiettivi che guideranno la progettazione successiva.

I principi cardine

Tra i punti indicati dall’Amministrazione emergono sei linee guida: priorità alla sicurezza dell’abitato, minimizzazione dell’impatto visivo e ambientale, armonia con il paesaggio del Parco Nazionale del Gran Paradiso, uso di materiali consoni al contesto montano (ad esempio acciaio Corten, pietra locale e legno), promozione della mobilità dolce e massimizzazione della permeabilità dei suoli. Questi indirizzi rimangono vincolanti per i professionisti chiamati alle fasi progettuali successive.

Le due ipotesi sul tavolo e il dibattito pubblico

Il documento approvato definisce due ipotesi per il nuovo attraversamento: l’ipotesi A contempla un ponte unico carrabile e pedonale se gli studi idraulici confermeranno la sostenibilità della fascia tra il ponte attuale e i primi 50 metri a valle; l’ipotesi B prevede due strutture separate (ponte carrabile a valle e passerella pedonale in corrispondenza dell’attraversamento attuale) qualora la soluzione idraulica non fosse praticabile nella prima area.

Prevenire l’effetto diga

In entrambi i casi gli indirizzi puntano a evitare il ripetersi dell’effetto a tappo che, durante l’alluvione del 2026, ha provocato rigurgiti e innalzamento dei livelli idrici con conseguenti esondazioni. Per questo motivo il quadro prevede anche interventi di difesa spondale, zone di espansione controllata del torrente e materiali che riducano l’impatto visivo del manufatto.

Proposte progettuali, concorso di idee e interlocuzioni

Il percorso partecipato avviato dal Comune ha incluso un concorso di idee chiuso a marzo 2026, che ha raccolto diverse proposte: soluzioni con due attraversamenti, alternative con anelli progettuali e progetti che puntano alla pedonalizzazione della frazione e alla separazione dei flussi. L’obiettivo dell’Amministrazione è trasformare la crisi in occasione per ripensare il luogo, bilanciando sicurezza e tutela del paesaggio.

Le tensioni restano però evidenti: mentre la Giunta sottolinea la necessità di approfondimenti tecnici e di compatibilità con gli enti competenti, la minoranza insiste sul ruolo della politica nel fissare indirizzi chiari. La decisione finale dovrà tenere conto degli studi idraulici, delle esigenze della comunità e dei vincoli ambientali imposti dal contesto protetto del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

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