31 ottobre 2026 ☀ 13°

Visita di Macron e nuovo inizio per il Museo Doria di Genova

Macron difende la sovranità francese sull’arcipelago e Genova avvia la riapertura del suo storico museo di storia naturale con nuove mostre e un investimento per il tetto.

Visita di Macron e nuovo inizio per il Museo Doria di Genova

Il weekend ha messo in scena due eventi di alto profilo in continenti diversi: da un lato, il presidente francese Emmanuel Macron ha sbarcato a Saint-Pierre-et-Miquelon per ribadire la sovranità della Francia su quell’arcipelago; dall’altro, Genova ha annunciato la riapertura graduale del Museo Doria, uno dei più antichi musei di storia naturale al mondo. Entrambe le vicende mostrano come i governi e le amministrazioni locali utilizzino cerimonie simboliche per rafforzare identità e investire in futuro.

Macron difende la sovranità di Saint-Pierre-et-Miquelon

All’arrivo sull’isola, Macron ha incontrato i rappresentanti eletti locali, ha deposto una corona di fiori su un monumento dedicato ai volontari e ha risposto a una domanda provocatoria sulla posizione dell’arcipelago su una mappa americana. Con tono fermo, ha affermato che la questione è “ovvia” e ha condannato chi diffonde “idee strane”. Il presidente ha così risposto a una controversia scaturita da una pubblicazione che mostrava Saint-Pierre-et-Miquelon sotto la bandiera degli Stati Uniti, sottolineando che la Francia non avrà bisogno di ribadire la propria posizione ogni mattina.

Contesto geopolitico e reazioni locali

L’arcipelago, situato al largo della costa di Terranova, è un territorio d’oltremare francese con una popolazione di poco più di sei mila abitanti. La visita di Macron è stata accolta con entusiasmo, i residenti hanno visto nel gesto una conferma del legame storico con la madrepatria. Parallelamente, la questione ha riacceso il dibattito sulle relazioni franco-canadesi e sulla presenza di simboli stranieri in territori delicati, anche se le autorità locali hanno rapidamente smentito qualsiasi intento di modifica statutaria.

Genova avvia la riapertura “a soffietto” del Museo Doria

Nel frattempo, la città di Genova ha illustrato il piano per una riapertura progressiva del Museo di Storia Naturale Giacomo Doria, prevista per la fine del 2027. Il progetto prevede il recupero immediato del piano terra, dove verranno inseriti nuovi percorsi espositivi, mentre i lavori di adeguamento degli altri piani proseguiranno. L’obiettivo principale è garantire la sicurezza antincendio, soprattutto attraverso la compartimentazione del piano terra, e permettere la continuità delle attività di ricerca e dei laboratori didattici.

Investimenti e interventi tecnici

Una spesa di circa tre milioni di euro è stata destinata al rifacimento della copertura, la parte più delicata dell’edificio. Ai soli 2,8 milioni di euro già impegnati sono inclusi lavori sugli impianti elettrici, la nuova centrale termica e l’applicazione di pellicole protettive sulle vetrine storiche, in accordo con la Soprintendenza. Il programma è stato definito dagli assessori comunali Massimo Ferrante (Lavori pubblici) e Giacomo Montanari (Cultura) durante una commissione tenutasi all’interno del museo.

Nuova offerta culturale e scientifica

Il riutilizzo del piano terra rappresenterà un’occasione per rinnovare l’offerta del museo, integrandola con il progetto europeo Science Comes to Town. Grazie a collaborazioni con università internazionali, l’attività di ricerca non ha subito interruzioni durante la chiusura al pubblico. Inoltre, iniziative didattiche sono state portate in sedi alternative come la Biblioteca De Amicis e il Museo di Archeologia Ligure di Pegli, coinvolgendo circa 15.000 visitatori negli ultimi diciotto mesi.

Mentre Macron utilizza la sua visita per affermare la continuità territoriale della Francia, Genova investe in infrastrutture per garantire che il Museo Doria rimanga un punto di riferimento scientifico e culturale per le generazioni future.

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