La dermatite nodulare contagiosa (DNC), nota anche come lumpy skin disease ha rappresentato negli ultimi anni una minaccia per gli allevamenti bovini della regione. Per fronteggiare il rischio, l’assessorato regionale della sanità ha avviato una campagna vaccinale obbligatoria alla fine dell’anno precedente, con l’obiettivo di proteggere l’intero patrimonio zootecnico valdostano.
Obiettivi di copertura raggiunti entro il 30 settembre
Il piano ha raggiunto, entro il 30 settembre la percentuale stabilita di bovini vaccinati, includendo tutte le aziende presenti sul territorio regionale. L’assessore Carlo Marzi ha sottolineato che il risultato dimostra la capacità della Valle d'Aosta di attuare misure preventive tempestive ed efficaci confermando il percorso già avviato nella campagna precedente. La risposta positiva degli allevatori ha permesso di estendere la protezione anche ai capi bovini appena introdotti per l’alpeggio.
Avvio del “periodo di attesa” e attività di sorveglianza
Con il completamento delle vaccinazioni, è iniziato il periodo di attesa fase in cui le autorità provvederanno a monitorare l’assenza di circolazione virale sul territorio. In questo arco temporale, il Ministero della Salute la Commissione Europea (rappresentata nell’aprile scorso) e il Centro di referenza nazionale collaborano strettamente con la veterinaria regionale per garantire una sorveglianza costante.
Movimentazione dei bovini: regole per allevamenti vaccinali e non vaccinali
All’interno della Valle d’Aosta, la movimentazione dei bovini può proseguire indisturbata per gli allevamenti che hanno aderito al piano. Per le strutture che non hanno effettuato la vaccinazione obbligatoria rimangono invece specifiche limitazioni sugli spostamenti, misure che saranno riesaminate al termine del periodo di attesa in base ai risultati della sorveglianza epidemiologica.
Fasi della campagna: adulti, nuovi arrivi e vitelli
La strategia vaccinale è stata articolata in tre fasi: prima sono stati immunizzati i capi bovini adulti poi gli animali trasferiti nel territorio per l’alpeggio e, infine, i vitelli che hanno raggiunto l’età stabilita per la somministrazione del vaccino. Questa sequenza ha permesso di ridurre al minimo il rischio di “ponti” epidemiologici, assicurando che ogni anello della filiera produttiva fosse coperto.
Prospettive per la tutela del patrimonio zootecnico regionale
Il successo della campagna rafforza la fiducia nella capacità della Regione di gestire emergenze sanitarie animali. Gli esperti hanno già avanzato l’idea di rendere la protezione contro la DNC una prassi annuale, considerandola un pilastro fondamentale per la sostenibilità economica degli allevamenti e per la sicurezza alimentare locale.



