Il progetto di elettrificazione della ferrovia Ivrea-Aosta ha trasformato radicalmente il paesaggio di diversi comuni del Canavese. Lungo il tracciato, da Ivrea a Carema passando per Montalto Dora, Borgofranco d’Ivrea, Settimo Vittone, Tavagnasco e Quincinetto, sono stati eretti numerosi tralicci pali metallici e canaline in ferro. Le strutture, destinate a sostenere i cavi di alimentazione dei treni o a impedire il transito di veicoli troppo alti, hanno generato una serie di problematiche visive e operative che i residenti stanno portando all’attenzione delle autorità.
Impatto visivo e mancanza di benefici a Tavagnasco
Il sindaco di Tavagnasco, Moreno Nicoletta, ha inviato una lettera formale a RFI e alla Regione Piemonte chiedendo una revisione dell’intervento. «Nel nostro territorio saranno installati tra i 15 e i 20 pali ogni 100 metri», spiega la mandataria, aggiungendo che questi elementi si collocano in modo particolarmente invasivo vicino all’ingresso del paese, al punto chilometrico 42+942 e all’incrocio tra via del Ponte e la rotonda della SP 69. L’effetto è percepito come una vera e propria barriera visiva che disturba il carattere architettonico del borgo.
Fermata ferroviaria in attesa da quasi vent’anni
Il malumore è accentuato dal fatto che, nonostante la presenza di tali infrastrutture, la fermata di Settimo-Tavagnasco è stata chiusa da quasi vent’anni. La popolazione è costretta a utilizzare il servizio di autobus offerto da Arriva, caratterizzato da corse limitate e da orari poco sincronizzati con i treni. Con l’aumento dei prezzi del carburante, spostarsi quotidianamente è diventato più oneroso, creando una situazione che il sindaco definisce “paradossale”: la comunità sopporta disagi pratici, visivi e ambientali senza godere dei vantaggi di una modernizzata rete ferroviaria.
Sparizione delle bande di sicurezza a Borgofranco
Nel frattempo, a Borgofranco d’Ivrea, le autorità hanno installato dei portali metallici dotati di bande bianche e nere, appese in alto per segnalare il limite di altezza consentito ai mezzi che attraversano i passaggi a livello. Queste bande, visibili nelle foto del 25 settembre, servivano a far urtare i veicoli troppo alti prima che raggiungessero i cavi di tensione, evitando così incidenti. Tuttavia, in pochi giorni le stesse sono state rimosse, lasciando intatti i cartelli di altezza ma privando la strada di un avviso fisico fondamentale.
Domande senza risposta
L’ex sindaco Fausto Francisca ha pubblicato le immagini del “prima” e del “dopo”, chiedendo pubblicamente: «Messi e tolti, perché?». La rimozione non è stata accompagnata da comunicazioni ufficiali; non si sa se le bande fossero temporanee, se fossero state sostituite da un nuovo sistema o se la loro eliminazione fosse un errore di progetto. Nel contesto di un cantiere che dovrebbe durare fino al 12 giugno 2027, con la riattivazione della tratta Ivrea-Pont-Saint-Martin prevista per l’11 gennaio 2027, la mancanza di chiarimenti alimenta preoccupazioni sulla sicurezza stradale.
Richieste comuni e prospettive per il futuro
Il Comune di Tavagnasco ha formalizzato tre istanze: (i) mitigare l’impatto visivo dei pali, soprattutto all’ingresso del paese; (ii) riesaminare la fattibilità di una nuova fermata ferroviaria sulla linea Ivrea-Aosta(iii) potenziare le corse degli autobus per garantire coincidenze adeguate con gli orari dei treni. Parallelamente, i residenti di Borgofranco attendono una risposta da RFI circa la riapertura o la sostituzione delle bande di sicurezza, mentre la Regione ha annunciato la possibilità di un sopralluogo preliminare nella prossima settimana. Finché non verranno fornite spiegazioni trasparenti, le proteste e le richieste di chiarimento continueranno a caratterizzare la vita dei comuni lungo il nuovo tracciato elettrificato.



