26 Settembre 2026 ☀ 19°

Terza edizione dell’Aosta Pride: corteo a cresta alta da Arco d’Augusto a UniVdA

La parata dell’Aosta Pride 2024 ha chiuso la settimana dell’orgoglio con un corteo colorato, due carri e l’invito a tenere la cresta alta fino al 2028.

Terza edizione dell’Aosta Pride: corteo a cresta alta da Arco d’Augusto a UniVdA

Sabato 26 settembre la capitale valdostana ha ospitato la terza edizione dell’Aosta Pride. Il corteo, parte dagli spazi storici di Piazza Arco d’Augusto alle ore 14:30, ha attraversato il cuore della città per terminare verso le 17:30 al Jardin de l’Autonomie di fronte alla nuova sede dell’Università della Valle d’Aosta (UniVdA). Il tema scelto per l’anno, “tenere la cresta alta” ha accompagnato ogni passo dei partecipanti, inteso come simbolo di visibilità, vigilanza e orgoglio.

Il percorso della parata: da Arco d’Augusto al Jardin de l’Autonomie

Il cammino ha seguito un tracciato ben definito: partiti su viale Federico Chabod i manifestanti hanno percorso corso Padre Lorenzovia Xavier de Maistrepiazza Chanouxviale Conseil des Commisvia Festazviale Partigiani e via Monte Vodice per concludersi nel verde del Jardin de l’Autonomie. L’intera via è stata chiusa al traffico dalle 10 alle 20, con divieto di sosta, secondo l’ordinanza emanata dal Comune di Aosta per garantire la sicurezza dei partecipanti.

I carri e i protagonisti

Due carri hanno caratterizzato il corteo. Il primo, guidato dalla drag queen Cristy McBacon ha aperto la sfilata con energia e colore. Il secondo, più al centro, è stato dedicato a EuroPride Torino anticipando l’evento nazionale successivo. Tra i partecipanti spiccavano le Karma B regine dell’Aosta Pride 2026, le Les Genevoix di Ginevra, la marching band dei Tamtando e le artiste de La Cricca. Il presidente di Arcigay nazionale, Natascia Maesi ha salutato la folla, mentre il resto del pubblico ha risposto con canti e applausi.

Organizzatori, patrocinio e messaggi istituzionali

Il comitato organizzatore, guidato da André Zanotto (capofila di Arcigay Queer VdA), ha riunito più di quaranta realtà locali: Aiace VdA, Anpi VdA, Arci Valle d’Aosta, Cgil Valle d’Aosta e Palinodie. Il Comune di Aosta ha patrocinato l’evento insieme al Consorzio degli enti locali e all’ateneo regionale. Valeria Fadda vicesindaca di Aosta, ha dichiarato: “Un Comune non sostiene un pride per dire come le persone devono vivere, ma lo sostiene perché nessuno dovrebbe decidere al posto loro”.

Le parole dei portavoce

Durante la presentazione della Pride Week 2026, la portavoce Alice Sartore ha ribadito l’importanza del movimento: “Il Pride è ancora necessario, per difendere i diritti e per raggiungere una piena equità sostanziale. Non è una questione queer, ma è un affare di tutta la comunità che parla di libertà e di autodeterminazione”. Dopo la conclusione del corteo, Sartore ha aggiunto: “È stato un corteo meraviglioso, coloratissimo, felicissimo e allegro, pieno di amore; ora si guarda all’edizione del 2028”.

Oltre la sfilata: la Pride Week 2026 e le prospettive future

La Aosta Pride Week ha rappresentato l’apice di un calendario ricco di iniziative culturali, dibattiti e spettacoli, tutti orientati al tema della visibilità. Il motto “tenere la cresta alta” ha guidato non solo la parata, ma anche le attività di sensibilizzazione promosse da Arcigay Queer VdA e dalle organizzazioni partner. L’evento si inserisce nella più ampia storia del movimento, la cui Federazione conta 243 enti associati e circa 60 000 soci, a partire dall’atto costitutivo del 9 ottobre 1976.

Con lo sguardo puntato già verso il futuro, gli organizzatori hanno annunciato che la prossima edizione, prevista per il 2028, continuerà a valorizzare le istanze della comunità LGBTQ+, mantenendo alta la cresta come simbolo di orgoglio e resilienza.

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