Il terzo sabato di settembre, il Paladolomiti di Pinzolo è stato il teatro della 55ª edizione del Premio internazionale di solidarità alpina. L’incontro ha riunito soccorritori, alpinisti, istituzioni e giovani, creando un’atmosfera carica di emozione e di rispetto per chi, in alta quota, mette al primo posto il valore della solidarietà.
Adriano Favre: guida alpina e promotore dei cani da valanga
All’età di 70 anni, Adriano Favre, guida alpina di Ayas in Valle d’Aosta, ha ricevuto la Targa d’argento per più di cinquant’anni di servizio al soccorso alpino. La sua carriera è stata contraddistinta da coraggio, abnegazione e una profonda competenza tecnica, soprattutto nell’addestramento delle unità cinofile. Durante il discorso, Favre ha dedicato il riconoscimento alle famiglie dei soccorritori, sottolineando come chi resta a casa aspetti ogni ritorno con trepidazione. Il suo percorso ha influito significativamente sulla formazione di nuove generazioni di volontari, facendo della montagna un luogo dove la sicurezza è condivisa.
Luca Sinigaglia: l’alpinista che ha dato la vita per soccorrere
L’evento ha anche onorato la memoria di Luca Sinigaglia, alpinista milanese scomparso a 49 anni il 15 sul Pik Pobeda in Kirghizistan. Mentre tentava di assistere una collega ferita a oltre 7.000 metri di quota, Sinigaglia ha sacrificato la propria vita. La sua famiglia ha ricevuto la Medaglia d’oro alla memoria accompagnata da una citazione che lo definiva esempio di “straordinario altruismo e solidarietà” in condizioni estreme. Il gesto è stato riconosciuto come incarnazione dei più autentici valori della montagna: coraggio, generosità e fratellanza.
Riconoscimenti istituzionali: Giuseppe Ciaghi, autorità locali e CNSAS
Il Presidente della Repubblica ha conferito la Medaglia d’oro a Giuseppe Ciaghi, presidente del Comitato organizzatore e rappresentante del premio. “È un grande onore”, ha affermato Ciaghi, aggiungendo che questo riconoscimento rafforza l’impegno a premiare il valore universale della solidarietà. Il sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini, e il presidente dell’Apt Campiglio, Tullio Serafini, hanno reso omaggio a tutti i premiati, definendo la cerimonia una festa per il “popolo della montagna”. La Direzione nazionale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha partecipato con una riunione a Pinzolo il 18 settembre, proseguendo con un incontro formativo presso l’Istituto comprensivo della Val Rendena, dove Adriano Favre ha condiviso la propria esperienza con gli studenti.
Il ritorno della Targa d’argento in Valle d’Aosta
Nel 1990, la Targa d’argento era stata assegnata a Pietro Bassi di Courmayeur, medico pioniere del soccorso in montagna. Dopo 36 anni, la medaglia torna nella sua terra d’origine grazie alla segnalazione del presidente del CNSAS, Maurizio Dellantonio, che ha proposto il nominativo di Favre al Comitato organizzatore. Questo ritorno sottolinea la continuità storica del premio, nato nel 1971 su iniziativa di Angiolino Binelli, e la sua capacità di collegare le generazioni di chi si dedica alla solidarietà alpina.
La giornata si è conclusa con una serata organizzata dal Comune di Pinzolo, in cui sono state rivissute le imprese della prima salita al Sarmiento, celebrando il 70° anniversario dell’impresa di Clemente Maffei Gueret e Carlo Mauri. L’intero evento ha dimostrato come il valore della solidarietà alpina continui a ispirare alpinisti, soccorritori e cittadini, rafforzando il legame tra la montagna e la società.



