Nel corso della seduta di Giunta tenutasi il 9 settembre, la Regione valle d'aosta ha ufficializzato l’adozione del piano regionale di controllo del lupo. L’approvazione arriva dopo una serie di passaggi burocratici, tra cui il visto positivo dell’Ispra e il consenso unanime della Consulta faunistica regionale ottenuto nella stessa data. Il documento, ora operativo, mira a fornire uno strumento tecnico e normativo capace di rispondere a eventuali conflitti tra fauna selvatica e attività umane.
Approvazione ufficiale e contesto istituzionale
L’assessore all’Agricoltura, Speranza Girod, ha sottolineato che il provvedimento rappresenta “un passaggio importante per dotare la Regione di uno strumento operativo chiaro e fondato su criteri tecnici”. La Giunta ha così sancito la volontà di tutelare la sicurezza delle persone degli animali da affezione e la tranquillità di residenti e turisti, garantendo allo stesso tempo la protezione delle attività zootecniche presenti sul territorio.
Procedura graduata di intervento: dal monitoraggio alla rimozione
Il testo approvato delinea una serie di procedure di intervento graduate specifiche per la Valle d'Aosta. In prima linea troviamo attività di monitoraggio continuo della popolazione lupea, volte a raccogliere dati su spostamenti, dimensioni del branco e possibili contatti con il bestiame. Quando le osservazioni indicano comportamenti a rischio, si ricorre a misure di dissuasione come l’impiego di rumori o recinzioni temporanee, per allontanare gli esemplari dalle zone critiche. Nei scenari più gravi, la normativa prevede l’intervento di rimozione degli esemplari autorizzato solo in presenza di criteri rigorosi definiti con l’Ispra.
Ruolo dell’Ispra nella definizione delle misure
L’Ispra ha avuto un ruolo centrale nella stesura delle linee guida operative. I criteri di rimozione, ad esempio, sono stati calibrati per assicurare che l’azione sia proporzionata e responsabile evitando interventi superflui. La collaborazione con l’Ispra garantisce inoltre che le pratiche adottate siano allineate alle normative nazionali e europee sulla conservazione della fauna selvatica.
Obiettivi dichiarati dall’assessore Girod e impatti attesi
L’assessore Girod ha ribadito che “l’obiettivo è intervenire in modo proporzionato e responsabile, attraverso misure preventive e prevedendo interventi mirati esclusivamente nei casi contemplati dalla normativa”. Tale approccio dovrebbe ridurre i conflitti tra lupi e allevatori, limitare i danni al bestiame e, al contempo, mantenere l’equilibrio ecologico del territorio. La Regione spera inoltre di salvaguardare l’attrattività turistica, rassicurando i visitatori sulla presenza di una gestione attenta e scientifica della fauna.
Con queste misure, la Valle d’Aosta intende affrontare in maniera efficace le sfide connesse alla convivenza tra uomo e predatore, garantendo sicurezza e sostenibilità per tutti gli attori coinvolti.



