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Addio a Vanni Florio: vita pubblica, impegno ecologista e radici in Lunigiana

Vanni Florio, classe 1948, ha unito l'attività professionale nel campo della progettazione sostenibile a una lunga militanza politica: la sua storia è quella di un "politico per scelta" diviso tra Valle d'Aosta e Lunigiana

Addio a Vanni Florio: vita pubblica, impegno ecologista e radici in Lunigiana

Dopo una lunga malattia si è spento Vanni Florio, figura nota per il suo impegno civile e politico. Nato il 5 novembre 1948, Florio è stato consigliere regionale nella decima legislatura, registrando una presenza costante su temi legati al territorio e all’ambiente. La notizia della sua scomparsa, avvenuta martedì 26 maggio, ha suscitato cordoglio in ambienti istituzionali e tra chi ne ha condiviso il percorso professionale e umano.

Il percorso in Consiglio regionale e l’impronta politica

La sua esperienza istituzionale si colloca nella decade della legislatura 1993-1998, quando venne eletto come rappresentante dei Verdi Alternativi e svolse il ruolo di capogruppo per l’intera consiliatura. All’interno dell’assemblea regionale ha partecipato in modo attivo a varie commissioni permanenti: tra queste la commissione per l’assetto del territorio – di cui fu segretario – oltre a quelle degli affari generali, per il regolamento e per le nomine. La sua attività è stata caratterizzata da una costante attenzione alle politiche territoriali e ambientali, tratto che lo ha contraddistinto anche nei dibattiti più accesi.

Proposte, critiche e scelte di campo

Nel corso degli anni Florio non ha rinunciato a proporre cambiamenti concreti: nel 2006, con il suo gruppo, avanzò una proposta di riforma elettorale che prevedeva la definizione delle alleanze prima del voto, per rendere più trasparente la scelta dell’elettore. Dopo l’esito elettorale di quell’anno, criticò apertamente la conduzione del PD e si dimise dal direttivo, esprimendo la sua contrarietà a una linea politica chiusa al confronto. Nel 2008 sostenne iniziative per l’unità della sinistra e appoggiò la lista del Galletto alle politiche: una scelta che provocò tensioni interne ma che, per lui, rientrava in una strategia di costruzione politica condivisa.

La professione e la passione per l’ambiente

Parallelamente all’impegno politico, Florio ha condotto per decenni uno studio di progettazione, dove ha lasciato tracce concrete in edifici residenziali, rifugi e altre opere. Era considerato un precursore nell’applicazione di soluzioni per il costruire sostenibile, favorevole all’uso delle fonti di energia rinnovabile e alle strategie di risparmio energetico. Il suo approccio tecnico si intrecciava con una visione etica della professione: progettare non solo per l’estetica o la funzionalità, ma per la qualità ambientale e sociale degli spazi.

Metodo e coerenza

Chi lo ha conosciuto ricorda Vanni Florio come una persona di riflessione, capace di tenere vive le proprie convinzioni senza scadere nell’invettiva. Pur partecipando a confronti anche vivaci, manteneva un comportamento che non superava i limiti del rispetto reciproco. Il presidente del Consiglio regionale, Stefano Aggravi, ha sottolineato la sua passione, la coerenza e l’attenzione ai temi del territorio e dell’ambiente, esprimendo vicinanza alla famiglia e a chi ha condiviso il suo percorso umano e politico.

Gli ultimi anni, i legami personali e il ricordo

Negli anni più recenti Florio divideva la vita tra la Valle d’Aosta e la Toscana: trascorreva lunghi periodi nel borgo di Camporaghena, nel comune di Comano, nella Lunigiana, terra di origine della moglie Giromina. La dimensione familiare fu per lui un presidio importante: lascia l’adorata moglie Giromina, i figli Alberto, Andrea, Luca Mauro e Sylvie, le nipoti Anna, Giulia e Matilde, oltre alla sorella Amelia con Marina. Il suo impegno, sia come tecnico che come esponente della sinistra e degli ambientalisti, rimarrà nella memoria delle comunità che ha servito.

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