13 Giugno 2026 ☀ 31°

Printemps Valdôtain: nuovo corso e vertici per rilanciare l’autonomia in Valle d’Aosta

Pour l'Autonomie ha scelto nuovi dirigenti e un piano che valorizza risorse energetiche, autonomie locali e misure per trattenere i giovani in Valle d'Aosta

Printemps Valdôtain: nuovo corso e vertici per rilanciare l’autonomia in Valle d’Aosta

Il movimento Pour l'Autonomie si è riunito in congresso a Pollein con l’obiettivo di tracciare una fase politica diversa per l’autonomismo valdostano. Alla Grand Place la partecipazione è stata significativa e la discussione si è concentrata su come rendere l’autonomia uno strumento operativo e non soltanto un principio da tutelare nei momenti di crisi istituzionale.

Il documento programmatico emerso dall’assemblea introduce il concetto di Printemps Valdôtain come metafora di ripartenza: una stagione politica e culturale che cerca di coniugare tutela delle radici locali con risposte concrete ai problemi quotidiani della popolazione montana.

I nuovi vertici e la giornata congressuale

La leadership del movimento è stata rinnovata con l’elezione di Marco Carrel alla presidenza, mentre Aldo Di Marco mantiene il ruolo di segretario politico e Morena Comoli assume la segreteria amministrativa. Il comitato regionale comprende inoltre Cristina Camandona, Giorgio Giovinazzo, Roberto Montrosset e Jean Barocco. La composizione della squadra è pensata per dare continuità organizzativa ma anche per aprire a una fase più operativa e territoriale.

Una squadra pensata per il territorio

Secondo la nuova dirigenza, il gruppo deve diventare capillare sul territorio attraverso sezioni locali e coordinamenti tematici: l’obiettivo dichiarato è trasformare la partecipazione emersa negli ultimi mesi in una presenza stabile, capace di rispondere in modo rapido a esigenze settoriali come scuola, servizi e infrastrutture. L’intento è costruire un’organizzazione meno autoreferenziale e più radicata nei comuni.

Il progetto politico: Printemps Valdôtain e autonomismo pratico

Il cuore del documento è l’idea che la specialità valdostana debba tornare a essere una leva di governo concreta. Il testo rifiuta l’idea dell’autonomia come sola difesa identitaria e propone invece un autonomismo pragmatico, moderno e territoriale, orientato a gestire le trasformazioni economiche e sociali della regione.

Priorità operative

Tra le priorità indicate spiccano il rafforzamento del sistema delle autonomie locali, la valorizzazione delle risorse energetiche valdostane e la costruzione di una economia alpina integrata. Il programma insiste sul fatto che sviluppo economico e tutela del territorio devono procedere insieme, evitando scelte che trasformino la montagna in un’area esclusivamente turistica o residenziale senza comunità permanenti.

Demografia, identità e scenari futuri

Un capitolo sostanziale del documento è dedicato alle questioni demografiche e sociali: per mantenere viva la comunità è necessario offrire ai giovani opportunità di lavoro stabile, servizi efficienti e percorsi formativi adeguati. Il movimento sottolinea che l’autonomia utile deve sostenere famiglie, imprese, agricoltura e turismo, preservando la presenza umana sul territorio oltre al valore paesaggistico.

Nel testo si trova anche la riflessione su innovazione e identità: la regione deve modernizzarsi senza perdere le proprie peculiarità culturali, cercando un equilibrio sostenibile tra progresso, coesione sociale e difesa delle tradizioni locali. Questa visione ambisce a rendere l’autonomia uno strumento capace di incidere sulle condizioni di vita quotidiana.

Linee politiche e confronto

La direzione di Pour l’Autonomie propone di aprire il confronto con tutte le forze che condividono l’idea di futuro per la Valle d’Aosta, pur stabilendo paletti chiari rispetto a chi ha tradito valori o alleanze storiche del movimento. Fra le sfide indicate come decisive per i prossimi anni ci sono le future tornate elettorali e la possibile revisione dello Statuto speciale, passaggi in cui il movimento intende pesare con proposte concrete.

Il discorso politico del congresso ha inoltre sottolineato il percorso compiuto dal movimento negli ultimi anni: una fase di ricostruzione che la dirigenza vuole tradurre in pratiche amministrative e in una presenza politica stabile, lontana da giochi di potere e orientata ai risultati tangibili per i cittadini.

In chiusura, la linea ispiratrice resta la conservazione e il rinnovamento dell’autonomia come bene collettivo: la dirigenza invita a difendere le prerogative speciali ma con uno spirito che privilegi la concretezza e il territorio, per restituire centralità alla vita delle comunità alpine.

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