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Crisi alla Cogne Acciai Speciali, incontro in assessorato e calendario delle trattative

Aosta, giovedì 9: l'assessore Luigi Bertschy ha incontrato i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm per fare il punto sulla situazione alla Cogne Acciai Speciali dopo la disdetta dell'integrativo. I sindacati denunciano ripercussioni sociali e richiedono apertura negoziale in vista degli appuntamenti del 13 e del 21 luglio.

Crisi alla Cogne Acciai Speciali, incontro in assessorato e calendario delle trattative

Nel pomeriggio di giovedì 9 l’assessorato allo Sviluppo economico di Aosta in piazza della Repubblica ha ospitato un incontro tra l’assessore Luigi Bertschy i dirigenti Gianni Nuti e Tamara Cappellari e le rappresentanze sindacali metalmeccaniche di Fiom CgilFim Cisl e Uilm. Al centro del confronto la situazione creatasi alla Cogne Acciai Speciali dopo la disdetta unilaterale dell’integrativo un provvedimento che ha innescato mobilitazioni e timori per l’occupazione.

Il contenuto del confronto in assessorato

All’uscita dall’assessorato il segretario della FiomFabrizio Graziola ha ribadito le preoccupazioni dei lavoratori, richiamando sia il contesto settoriale sia le conseguenze locali: «Abbiamo ripetuto tutte le nostre preoccupazioni». La discussione ha messo in luce che l’integrativo è valutato attorno ai 5.000 euro annui a persona tra maggiorazioni e premio di risultato, elemento che i sindacati considerano centrale nel quadro delle tutele contrattuali. La tempistica indicata dall’azienda per il rinnovo è stata quantificata in 3 mesi con scadenza fissata al 30 settembre circostanza che incrementa l’urgenza del negoziato.

Rischio di impatto sociale

Graziola ha richiamato l’attenzione sull’ampiezza dell’indotto collegato all’acciaieria: i numeri richiamati parlano di circa 1.500 persone coinvolte direttamente e di una platea potenziale di oltre 4.500 famiglie connesse agli effetti occupazionali. «Non vogliamo che una crisi aziendale possa diventare anche una crisi sociale», ha sintetizzato, ribadendo che il clima interno all’impresa, secondo i sindacati, non favorisce una gestione condivisa della difficoltà.

Posizioni dei sindacati e calendario delle azioni

La Fim Cisl rappresentata dal segretario Hans Pistolesi ha definito il confronto «costruttivo» e ha espresso la volontà di aprire la trattativa con un approccio sereno: «Ora ci auguriamo di riuscire ad avviare la trattativa nella maniera più serena possibile». Pistolesi ha comunque chiarito che l’integrativo è considerato una materia da tutelare, con margini di confronto limitati a dettagli marginali.

Preoccupazioni su diritti e tutele

La Uilm con il segretario Gabriele Belmonte collegato in remoto, ha posto l’accento sul rischio di perdita di diritti acquisiti, citando permessi per lutto e malattia, maggiorazioni per turni e straordinari. «È un problema, specialmente se si considera la scadenza a settembre», ha osservato Belmonte, sottolineando la necessità di individuare una soluzione rapida per evitare ricadute sul clima aziendale e sulla serenità dei lavoratori.

Prossimi appuntamenti istituzionali e sindacali

Nel breve periodo sono stati fissati diversi momenti istituzionali per affrontare la vertenza. È previsto un incontro tra la giunta regionale e i rappresentanti della Cogne Acciai Speciali mentre in sede di Confindustria si terrà un confronto tra azienda e sindacati il lunedì 13 volto ad avviare formalmente la trattativa sull’integrativo. A seguire è calendarizzato un tavolo al Mimit per martedì 21 luglio occasione in cui le parti si aspettano un coinvolgimento più ampio sul piano delle crisi industriali.

I sindacati hanno ribadito nel corso degli incontri frasi che sintetizzano le loro richieste e timori: «La disdetta unilaterale dell’integrativo», hanno sottolineato, e ancora «Questo non è il modo di gestire e provare a uscire da una crisi». Dal versante istituzionale l’obiettivo dichiarato è evitare che la vertenza si trasformi in emergenza sociale; come detto dal rappresentante presente all’incontro: «Non vogliamo che una questione aziendale diventi sociale».

La trattativa ora dovrà confrontarsi con dati concreti e con la pressione dei calendari: la scadenza di fine settembre pesa sulle scelte di tutte le parti. I sindacati chiedono garanzie su mantenimento delle tutele e confronto serio, mentre l’industria e le istituzioni sono chiamate a bilanciare sostenibilità economica e coesione sociale. «Serve una soluzione al più presto», hanno sintetizzato i rappresentanti dei lavoratori, mentre i prossimi incontri saranno determinanti per stabilire se la crisi rimarrà circoscritta o assumerà dimensioni più ampie.

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