La Cogne Acciai Speciali ha contestato la proclamazione dello sciopero di otto ore del 7 luglio e ha rinnovato l’appello al dialogo durante un incontro con la Giunta regionale tenuto il 10 luglio in Valle d’Aosta.
La vicenda ha assunto rilievo perché riguarda il rinnovo del contratto integrativo aziendale e coinvolge una parte significativa dell’organico dello stabilimento locale: l’azienda ha definito la mobilitazione una sorpresa nelle tempistiche e ha sottolineato la necessità di distinguere tra vertenze collettive e uscite individuali.
Incontro con la Giunta regionale e posizioni della direzione
Durante l’incontro del 10 luglio la direzione ha ricostruito il calendario delle interlocuzioni e ha richiamato la decorrenza dell’accordo integrativo in vigore, indicando come scadenza il 17 aprile 2026 e l’impegno ad avviare la contrattazione nel secondo semestre 2026, entro il mese di settembre 2026.
L’azienda ha espresso «sorpresa» per la proclamazione della mobilitazione prima dell’avvio formale del negoziato e ha evidenziato che, dopo una prima data ipotizzata per il confronto, era stata concordata una nuova calendarizzazione con le controparti che prevedeva l’apertura del tavolo entro luglio, con l’obiettivo di chiudere la trattativa entro settembre 2026.
Aderenza allo sciopero e valutazioni aziendali
Secondo i dati comunicati dalla società, allo sciopero del 7 luglio ha aderito il 44% dell’organico; la direzione lo ha definito una «minoranza dei lavoratori» pur riconoscendo l’impatto della mobilitazione sulle relazioni industriali.
L’azienda ha criticato la decisione di proclamare lo sciopero «prima dell’avvio formale del confronto» e ha segnalato che la tempistica ha reso più complessa la gestione del negoziato. La direzione ha ribadito di aver operato nel rispetto delle normative e delle regole interne e ha dichiarato l’intenzione di mantenere i contenuti economici e normativi attuali fino alla definizione di un nuovo accordo.
Questione dei licenziamenti individuali e separazione delle tematiche
La direzione ha distinto esplicitamente le uscite individuali dalla vertenza collettiva, definendo i licenziamenti come una fattispecie «distinta» che deve essere affrontata nelle sedi e con le procedure previste, separatamente dalle dinamiche del rinnovo contrattuale.
Nel corso dell’incontro l’azienda ha ribadito la tutela del patrimonio produttivo e del territorio della Valle d’Aosta come priorità, richiedendo che le questioni individuali non siano incorporate nella discussione sul contratto integrativo per non compromettere la trattativa collettiva in corso.
Disponibilità al confronto e date del negoziato
Nonostante le perplessità sulle modalità della mobilitazione, la direzione ha confermato la volontà di «proseguire il dialogo» con le organizzazioni sindacali e ha fissato il prossimo incontro per il 13 luglio, considerato il primo banco di prova per verificare la possibilità di un accordo condiviso.
L’azienda ha dichiarato di presentarsi al tavolo «con una postura orientata al dialogo», pur mantenendo ferme le proprie posizioni su tempi e ambiti di discussione. L’obiettivo formale rimane quello di definire un nuovo integrativo entro il termine indicato di settembre 2026.
Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2026.



