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Vertenza Cogne Acciai Speciali: incontro con la Giunta regionale e reazioni allo sciopero

Dopo l'incontro con la Giunta regionale del 10 luglio, Cogne Acciai Speciali chiarisce i termini del rinnovo dell'integrativo e si dichiara sorpresa per lo sciopero di otto ore del 7 luglio che ha coinvolto il 44% dell'organico; la società conferma la volontà di negoziare entro settembre 2026 mantenendo i contenuti dell'accordo in scadenza il 17 aprile 2026.

Vertenza Cogne Acciai Speciali: incontro con la Giunta regionale e reazioni allo sciopero

Il confronto tra la direzione della Cogne Acciai Speciali e la Giunta regionale del 10 luglio ha messo in luce le ragioni che hanno portato all’apertura delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale e le tensioni esplose nei giorni immediatamente precedenti. L’azienda ha fornito una ricostruzione dei fatti, ricordando la validità temporale dell’accordo sottoscritto e manifestando sorpresa per la proclamazione dello sciopero avvenuta prima dell’avvio formale del negoziato.

Sul tavolo c’erano scadenze, date concordate e il calendario delle interlocuzioni: la direzione ha richiamato la decorrenza dell’intesa firmata nel 2026 e il termine di validità fissato al 17 aprile 2026, con l’impegno ad avviare la contrattazione nel secondo semestre 2026 e comunque entro settembre 2026. Allo stesso tempo sono state passate in rassegna le comunicazioni e le richieste di incontro tra azienda e rappresentanze sindacali, che hanno subito cambi di data nel corso della settimana.

Tempistiche dell’accordo integrativo e intenzioni della direzione

La direzione di Cogne Acciai Speciali ha richiamato che il contratto integrativo in vigore è decorso dal 17 aprile 2026 e sarebbe scaduto il 17 aprile 2026. In base ai termini stabiliti, l’azienda afferma di aver predisposto l’apertura delle trattative nel periodo indicato: «apertura della contrattazione nel secondo semestre 2026 e comunque entro il mese di settembre 2026», con l’obiettivo dichiarato di mantenere i contenuti economici e normativi fino alla conclusione del nuovo accordo. La direzione sottolinea inoltre di aver dato seguito agli impegni con «diverse interlocuzioni verbali con i segretari delle organizzazioni sindacali in azienda» e di aver fissato incontri per il prosieguo del negoziato.

Date di incontro segnalate dalla direzione

Nel dettaglio, l’azienda ricorda come una prima data ipotizzata per il confronto fosse il 3 luglio successivamente spostata a richiesta delle controparti al 13 luglio. In questo quadro la società sostiene di aver mantenuto un atteggiamento di disponibilità al dialogo, programmandosi per arrivare a una definizione condivisa entro il termine di settembre 2026.

Lo sciopero del 7 luglio e la reazione dell’azienda

Prima dell’avvio ufficiale della trattativa, le organizzazioni sindacali hanno proclamato uno sciopero di otto ore per il 7 luglio. La direzione si dichiara «sorpresa dallo sciopero prima del confronto», rimarcando come la mobilitazione abbia riguardato una parte del personale pari al 44% dell’organico. Nella nota aziendale si evidenzia inoltre la netta contrarietà per l’accostamento nella protesta di questioni collettive con «vicende di carattere individuale», che la società ritiene debbano essere trattate separatamente nelle sedi competenti.

La Cogne Acciai Speciali ha ribadito il proprio rispetto delle normative vigenti e delle regole interne, affermando che la tutela del patrimonio aziendale è una priorità per l’azienda, i lavoratori e il territorio della Valle d'Aosta. Nonostante la protesta e la partecipazione significativa, la società ha chiarito che lo sciopero «non modifica l’atteggiamento costruttivo» con cui intende sedersi al tavolo delle trattative.

Impatto dello sciopero e disponibilità al dialogo

Secondo la ricostruzione della direzione, la mobilitazione ha coinvolto una minoranza dell’organico, ma abbastanza consistente da essere rilevata nelle percentuali. Pur rilevando criticità, l’azienda conferma la volontà di «proseguire il dialogo» con le organizzazioni sindacali e con i rappresentanti dei lavoratori, puntando a individuare «soluzioni equilibrate e sostenibili» che bilancino la tutela delle persone con la continuità produttiva e la competitività nel mercato globale.

Il confronto con la Giunta regionale ha quindi avuto funzione sia di chiarimento delle tempistiche contrattuali sia di tentativo di ricomporre le parti in vista degli incontri tecnici fissati nelle settimane successive. I protagonisti rimangono l’azienda, le sigle sindacali e gli enti istituzionali coinvolti nella mediazione, tra cui l’assessore Luigi Bertschy presente nelle interlocuzioni con le rappresentanze metalmeccaniche.

Gli sviluppi attesi riguardano il prosieguo delle trattative e il rispetto dei tempi comunicati: la direzione ha espresso l’obiettivo esplicito di chiudere una trattativa condivisa entro il termine indicato di settembre 2026, mantenendo nel frattempo i parametri economici e normativi fino alla definizione del nuovo accordo. La tensione resta tuttavia alta dopo la mobilitazione del 7 luglio, che ha segnato un momento significativo nella vertenza aziendale.

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