Da novembre 2026 ad aprile 2026 l’Emporio Solidale ‘Quotidiamo’ ha realizzato un risultato significativo nella risposta ai bisogni alimentari locali: sono stati raccolti quasi 40mila chilogrammi di alimenti destinati a persone e famiglie in difficoltà. Questo traguardo non nasce da un singolo gesto, ma dalla costruzione progressiva di una rete territoriale che unisce recupero delle eccedenze, distribuzione mirata e servizi di accompagnamento per chi vive condizioni di vulnerabilità.
Il bilancio ufficiale pubblicato dagli enti promotori restituisce numeri e modalità operative: nel primo anno di attività sono stati raccolti circa 12.574 chili, mentre tra il 2026 e il 2026 sono stati registrati oltre 12.256 chili e nel periodo 2026-2026 ulteriori 13.024 chili. Questi dati mostrano come la raccolta sia stata costante e in crescita, testimoniando l’efficacia delle azioni messe in campo per contrastare sia la povertà alimentare sia lo spreco di risorse.
Un sistema organizzato per recuperare eccedenze
Il progetto si è evoluto costruendo un vero e proprio sistema organizzato di gestione delle eccedenze alimentari: dai donatori alle mense, passando per magazzini e punti di distribuzione. L’approccio ha incluso protocolli di raccolta e conservazione, canali logistici definiti e modalità di selezione degli alimenti che assicurassero qualità e sicurezza. In questo contesto, la parola eccedenze non indica spreco ma risorsa: alimenti integro e ancora utilizzabile che, recuperati, sono stati ridistribuiti a chi ne ha più bisogno, riducendo l’impatto ambientale e aumentando il valore sociale degli scarti.
Logistica e azioni sul territorio
La rete ha lavorato su più livelli: raccolta capillare, stoccaggio temporaneo e distribuzione personalizzata. Grazie a procedure condivise, il flusso è stato monitorato e ottimizzato, permettendo di intercettare situazioni di fragilità con maggiore tempestività. In questo ambito il termine accompagnamento indica interventi di supporto non solo materiale ma anche informativo, per orientare le famiglie verso servizi di welfare e percorsi di inclusione.
Numeri che parlano: la distribuzione annuale
I dati comunicati evidenziano una progressione che riflette l’aumento delle capacità operative: circa 12.574 chili nel primo anno, oltre 12.256 chili nel biennio successivo e altri 13.024 chili nel periodo 2026-2026, sommando complessivamente quasi 40mila chili. Queste quantità sono state redistribuite in modo mirato grazie a schede di valutazione delle necessità e partnership locali. Il valore di queste cifre va letto anche in termini qualitativi: miglioramento dei servizi e stabilità della rete di solidarietà sul territorio.
Impatto sulle famiglie e sulla comunità
Oltre alla mera quantità, l’impatto si misura in quanto è cambiata la risposta ai bisogni: più famiglie raggiunte, interventi ripetuti per chi segue percorsi di aiuto e una riduzione degli sprechi alimentari nelle filiere coinvolte. L’espressione rete stabile di collaborazione sintetizza il risultato: operatori del terzo settore, donatori e volontari che agiscono secondo regole condivise per ottenere benefici duraturi per la collettività.
Continuità del progetto e soggetti coinvolti
L’esperienza non si conclude con la pubblicazione del bilancio: il lavoro proseguirà anche oltre il 30 aprile grazie al rinnovo della coprogettazione e alla conferma dei sette enti che hanno accompagnato l’iniziativa sin dall’inizio. Le organizzazioni che mantengono l’impegno sono la Cooperativa La Sorgente, il Banco Alimentare, la Fondazione Opere Caritas, la Lega Italiana contro il dolore, Cittadinanzattiva, la Fondazione comunitaria e la Cooperativa sociale Noi&GliAltri. La loro presenza garantisce continuità operativa e capacità progettuale per i prossimi passi.
In sintesi, l’approccio adottato dall’Emporio Solidale ‘Quotidiamo’ dimostra come la somma di piccole azioni organizzate possa generare un impatto significativo: recupero delle eccedenze, riduzione dello spreco e sostegno mirato alle persone in difficoltà. La conferma della coprogettazione e la stabilità della rete lasciano intravedere prospettive di consolidamento e possibili estensioni del modello a nuove aree del territorio, con l’obiettivo di rendere sempre più efficace la lotta alla povertà alimentare e lo spreco.



