La partita di qualificazione Under 16 tra Aygreville e Saluzzo si è conclusa con un provvedimento disciplinare che ha definito responsabilità e sanzioni dopo un episodio avvenuto durante i minuti di recupero. Un’invasione di campo da parte di un genitore di un tesserato rossonero ha provocato la sospensione dell’incontro; al termine delle valutazioni il risultato è stato omologato e sono arrivate multe e inibizioni.
Come si è svolto l’episodio
La differenza in campo era di una rete a favore dell’Aygreville quando, nel pieno del tempo di recupero, un genitore ha scavalcato la recinzione e si è diretto verso l’area di gioco dove si trovavano il figlio, altri giocatori e l’arbitro. Il direttore di gara ha sospeso l’incontro per motivi di sicurezza e ordine pubblico, in attesa di riportare la situazione sotto controllo.
Reazione dell’arbitro e tentativo di ripresa
Dopo che il soggetto è stato allontanato e convinto a tornare fuori dal campo, l’arbitro ha ritenuto possibile riprendere la partita. Tuttavia, la squadra ospitante si è rifiutata di rientrare in campo e il direttore di gara ha quindi decretato la cessazione anticipata dell’incontro. Questo comportamento ha innescato la segnalazione e il successivo reclamo formale sul regolare svolgimento della gara.
Decisione della Figc e conseguenze sportive
Il giudice sportivo territoriale della FIGC ha esaminato il caso dopo il reclamo presentato dalla società Saluzzo, che aveva contestato anche un presunto fischio finale anticipato. La procedura disciplinare ha portato all’omologazione del risultato sul punteggio di 1-0 a favore dell’Aygreville, decisione che di fatto garantisce la permanenza della squadra nel campionato regionale per la prossima stagione.
Sanzioni amministrative
La società Aygreville è stata sanzionata con una multa di 50 euro per non avere impedito l’ingresso del tifoso nel recinto di gioco. Nel comunicato ufficiale il giudice ha tuttavia considerato attenuanti: i dirigenti della squadra ospitante sono intervenuti prontamente e il soggetto non è riuscito a entrare in contatto fisico con i giocatori, circostanza che ha contenuto la misura della sanzione.
Inibizione del dirigente del Saluzzo
La misura più significativa è stata presa nei confronti del dirigente del Saluzzo, Giorgio Miretti, inibito fino al 25 giugno. Il provvedimento è motivato da una serie di comportamenti ritenuti lesivi del regolare svolgimento della partita: pressioni sul direttore di gara, contestazioni ripetute durante la sospensione e un ruolo determinante nell’impedire il rientro dei giocatori in campo.
Motivazioni della sanzione
Nel comunicato la Figc giudica la condotta del dirigente come gravemente antisportiva e volta a influenzare le decisioni arbitrali. Sono citati atti di intimidazione e proteste reiterate, anche dopo che l’arbitro aveva chiarito un errore formale relativo al numero di segnali acustici utilizzati per la sospensione (tre fischi invece di due). L’inosservanza dei doveri di lealtà, probità e correttezza ha reso necessaria un’inibizione di natura cautelare e deterrente.
Nel complesso, la vicenda mette in luce come anche incontri giovanili possano essere gravemente condizionati da comportamenti di terze parti e da reazioni emotive di dirigenti o accompagnatori. Le normative federali prevedono meccanismi sanzionatori sia per le società sia per i singoli tesserati e dirigenti, con l’obiettivo di tutelare l’integrità delle competizioni e la sicurezza dei partecipanti.
La decisione della Figc, che ha omologato il risultato e comminato le relative sanzioni, rappresenta un esempio di applicazione pratica delle regole e dovrebbe servire da monito per società, dirigenti e famiglie affinché eventi simili non si ripetano. L’esito amministrativo garantisce inoltre la stabilità della classifica e la programmazione sportiva per la stagione successiva.


