La Procura di Aosta ha iscritto 24 persone nel registro degli indagati per presunte violazioni nella gestione di rifiuti speciali non pericolosi in Val Ferreta Entrèvesdove i Carabinieri della Stazione di Courmayeur hanno avviato un’indagine circa tre mesi fa e posto sotto sequestro un’area di circa 100 metri quadrati. I militari hanno bloccato anche due mezzi, un autocarro e uno scavatore, riconducibili all’impresa che avrebbe gestito il deposito.
Il caso è rilevante per l’impatto ambientale in un contesto alpino sensibile e per i profili penali e amministrativi legati al ciclo dei rifiuti. L’ipotesi è che il sito sia stato usato come deposito non autorizzato di inerti di cantiere, con conferimenti da parte di più soggetti e formulari di identificazione ritenuti irregolari. Le attività investigative hanno mirato a ricostruire flussi, responsabilità e correttezza documentale. Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2026.
Sequestri a Entrèves e numeri dell’inchiesta
L’area sequestrata si trova a Entrèves, alle porte della Val Ferreted è stata individuata dopo sopralluoghi e osservazioni sul territorio che hanno documentato cumuli di materiale inerte. Il terreno è stato vincolato in via cautelare per preservare le prove ed evitare ulteriori conferimenti. Nel medesimo provvedimento i militari hanno sottoposto a sequestro preventivo un autocarro e uno scavatoreritenuti funzionali al carico e allo spostamento dei residui di cantiere. La Procura sta ora valutando le posizioni dei 24 indagati e l’eventuale adozione di nuovi atti, sulla base delle risultanze raccolte nella fase istruttoria.
Gli accertamenti hanno coinvolto una platea eterogenea di soggetti, in larga parte piccoli imprenditorinon tutti residenti in Valle d’Aosta. Almeno sette imprese avrebbero fatto ricorso al deposito come punto di stoccaggio temporaneo, senza le necessarie autorizzazioni. Tra queste figura anche una società con sede legale a Busto Arsizio (Varese). L’indagine ha isolato conferimenti ripetuti e modalità operative che, se confermate, integrerebbero violazioni nella raccolta, nel trasporto e nello smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi.
Flussi di rifiuti e ruolo dell’imprenditore di Courmayeur
Al centro dell’inchiesta emerge il profilo di un imprenditore edile di Courmayeural quale sarebbe stata affidata la disponibilità dell’area di Entrèves. Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe coordinato la raccolta degli inerti da diversi cantieri, con successivo invio a impianti autorizzati. La documentazione prodotta per tracciare i flussi sarebbe però risultata non veritiera, perché avrebbe indicato quei rifiuti come provenienti esclusivamente dai cantieri della stessa impresa, semplificando così la tracciabilità.
Questo punto è cruciale ai fini della corretta tracciabilità del ciclo dei rifiuti. La normativa prevede che ogni passaggio sia accompagnato da formulari di identificazione conformi, con indicazione dei soggetti che conferiscono, dei luoghi di produzione e delle destinazioni finali. Gli inquirenti stanno verificando eventuali dichiarazioni mendaci o inesattezze che, se provate, aggraverebbero le responsabilità per chi ha conferito e per chi ha gestito il trasferimento verso gli impianti autorizzati.
Controlli, quadro normativo e impatti sul territorio
L’indagine dei Carabinieri di Courmayeur ha combinato monitoraggicontrolli sul territorio e acquisizioni di atti amministrativi. I militari hanno ricostruito i flussi di ingresso e uscita del materiale, mappando i soggetti che avrebbero utilizzato il terreno e le tratte verso gli impianti di destino. La fase di osservazione ha permesso di collegare i conferimenti a determinati mezzi e a specifiche giornate, delineando un sistema che sarà vagliato dalla Procura anche sotto il profilo contabile e documentale, con attenzione a tempi, quantità movimentate e catena delle responsabilità.
Il quadro giuridico tocca norme su stoccaggiotrasporto e documentazione dei rifiuti speciali non pericolosi. In un’area montana come la Val Ferretanche un deposito di superficie limitata può generare ricadute sul paesaggio e sui sistemi di drenaggio locali, specie in presenza di materiali depositati senza criteri di gestione. Il sequestro dell’area e dei mezzi ha la funzione di impedire ulteriori movimentazioni e preservare gli elementi probatori. Le indagini proseguono per definire ruoli, eventuali aggravanti e l’esatto perimetro delle condotte contestate.


